Atti
del Convegno |
trascrizione
degli interventi registratii |
San
Vincenzo 19 maggio 2000 |
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a
cura dell'U.O. Comunicazione Esterna e Sviluppo Economico |
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La
Palamita e...San Vincenzo I valori nutrizionali del pesce azzurro |
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| Fabio Di Bonito | Assessore alle Attività Produttive del Comune di San Vincenzo | |
| Professor Mario Ciampolini | Pediatria clinica "Meyer"
di Firenze - Università di Firenze "La scelta dei grassi del pesce azzurro per una salute migliore" |
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| Dottor Carlo Cambi | Direttore de "I viaggi
di Repubblica" "Il mare risorsa gastronomica e turistica" |
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| Professor Francesco Facchini | Renal Center, University
of California. USA "Pesce e pesce azzurro ricetta antinvecchiamento?" |
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| Maestro Luciano Bezzini | Storico locale "Il pesce azzurro nella cucina storica locale" |
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| Paolo Saturnini | Sindaco di Greve in Chianti | |
| Dottor Vinicio Biagii | Storico della pesca | |
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Saluto dell'Assessore Fabio Di Bonito ..., oggi invece ci vogliamo soffermare sul valore nutrizionale del pesce azzurro abbiamo eminentissimi ospiti accanto a me c'è il professor Mario Ciampolini dell'Università di Firenze e pediatra alla clinica Mayer di Firenze, che adesso ci intratterà sulla scelta dei grassi del pesce azzurro con una saluta migliore. Abbiamo il professor Francesco Facchini dell'Università della California degli Stati Uniti abbiamo il dottor Carlo Cambi che è direttore dei viaggi di Repubblica che ci intratterà sul mare come risorsa gastronomica e turistica, un importassimo storico locale che è il Maestro Luciano Bezzini che ci parlerà del pesce azzurro della cucina nostra nella nostra realtà. Sono previsti altri interventi in particolare quello del dottor Vinicio Biagi conoscitore profondissimo della pesca e del mare nostro che ci farà un piccolo escursus storico sul pesce azzurro a San Vincenzo nel nostro mare, io ringrazio i relatori e ringrazio in particolare il dottor Bonsignori presidente di provincia Sviluppo che con il suo staff ha organizzato questo convegno e che è accanto a me, e mi aiuterà nella gestione di questi eminentissimi relatori perchè per me è un onore avere accanto personaggi di questo livello, per cui ringrazio anche voi che siete qui ed i giornalisti che hanno gradito ieri sera la cucina di Fulvio Pierangelini e che oggi sono qui ad ascoltarci li ringrazio tutti e do la parola al Frofessor Ciampolini che ci intratterà con la sua relazione che verterà sulla scelta dei grassi del pesce azzurro per una salute migliore.
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Ringrazio il dottor Bonito ed
il dottor Bonsignori la dottoressa Silvia Cantorelli per il loro impegno
sopratutto nel cercare di capire il nostro mondo ed i nostri problemi
ed anche per avermi invitato a parlare, presentiamo la prima diapositiva
e faccio una lunga premessa cioè la nostra popolazione, la popolazione
nel mondo va incontro ad infiammazioni, in tutti gli organi, particolarmente
nelle arterie ed attraverso questo ha un deterioramento della giornata
lavorativa, e degli organi della vita, per il 70% senza accorgersi, siccome
i deterioramenti sono minimi da un giorno all'altro senza accorgersi
dei deterioramenti e dei rischi ecco la vita umana è propria caratterizzata
da questo fatto, da rischi, che da un giorno ad un altro la situazione
cambia completamente e questo però dipende dal sistema difensivo,
come vedrete, presentiamo la prima diapositiva. Io preferirei che uno
me le scattasse sono abituato così per abitudine. Io ho fatto
150 biopsie intestinali a dei bambini che erano venuti con dei problemi
intestinali, però le ho fatte quando oramai stavano benino, ho
visto degli alti e bassi in questa situazione che sto per proiettarvi
e questo è l'ambiente nel duodeno, subito dopo lo stomaco cioè che
riceve del cibo nutrientissimo vedete una cellula intestinale ed è coperta
da una grande quantità di batteri, questo non dovrebbe succedere,
c'è chi ne ha di più chi ne ha di meno, questa è una
situazione di rischio, andiamo alla successiva. I germi che avete visto
sono molto piccolo sono un micron di diametro non di più è dimostrato
che per l'apparato respiratorio il pulviscolo è il fattore inquinante
più pericoloso, cioè il pulviscolo atmosferico del diametro
di due micron e mezzo traversa le finestre ed è quello pericoloso
e può convogliare questi batteri che abbiamo visto. Vi avevo fatto
vedere una serie di batteri comunissimi nell'aria il bacillus il prestidio
non solo nella terra quindi dovete pensare che l'area è inquinata
almeno nelle grandi città avete una condizione di vantaggio perchè l'area
del mare. Io credo che ci sia la possibilità. Lo studio fondamentale
che io ho fatto io in queste 150 biopsie è che ho trovato che
i batteri diminuiscono con il passare delle ore dall'ultimo pasto,e cioè ne
ho trovati 10 volte meno dopo 26 ore rispetto a 20 ore dopo il pasto
questo nelle cose normali, al contrario nelle mucose piatte trovavo una
differenza di 40 volte, questa osservazione mi ha portato a concludere
che dobbiamo scegliere il momento giusto per mangiare oppure preparare
le cose nel pasto precedente, in modo di essere al momento giusto cioè arrivare
al pasto con un duodeno che non è inquinato. Ho insegnato, ho
fatto 12.000 misurazioni della glicemia prima dei pasti e questo mi ha
portato alla conclusione, che possiamo attraverso le sensazioni personali
che noi abbiamo dopo il pasto, dopo diverse ore dal pasto possiamo indovinare
la glicemia, se voi per una quindicina di volte in base alle sensazioni
personali, che avete di sazietà o di fame o di indifferenza o
di appetito misurate la glicemia piano piano imparate ad indovinare la
glicemia, questo l'ho fatto in persone selezionate, erano interessate
perchè avevano disturbi a fare questo tipo di apprendimento, ed
erano anche abbastanza in buone condizioni intellettuali ecco ho recentemente
esaminato 44 adulti e dopo aver insegnato come vi ho detto, sono tornati
da me dopo un paio di mesi, ed ho domandato loro, in questo momento hai
fame, delle sensazioni di vuoto allo stomaco oppure no, e poi ho domandato
che glicemia pensi di avere, qui c'è la risposta la glicemia secondo
loro presunta era di 79 invece 80 questo non dice l'errore. Siccome molte
persone tiravano di sopra ed altre tiravano di sotto, l'errore medio
in realtà era del 7,5% in queste quaranta persone, sono quaranta
sono perchè 4 le ho separate da studio, le ho esaminate separatamente
perchè facevano un errore più del 20% e più di queste
tre dicevano di aver fame e quindi questo non è un grosso errore,
in pratica una volta una persona su 44 ha detto di non avere fame, ha
detto di avere 90 di glicemia ed in realtà aveva 68, una glicemia
che richiede di andare a tavola non è un glicemia spaventosa.
Se voi fate questo esercizio di apprendimento attraverso i glucometri
che sono in commercio, voi potete arrivare a indovinare 98 volte su 100
se effettivamente il vostro organismo ha bisogno di mangiare oppure no,
occorre un'abilità personale ed un po' di riflessione su stessi.
Ho trovato che questo iper apprendimento portava una diminuzione di perdita
con le feci portava diversi vantaggi e risultava che effettivamente nell'ultimo
studio che ho pubblicato, che diminuisce la reazione dell'organismo verso
i batteri dentro l'intestino quindi le premesse di questa ricerca sono
risultate dimostrate e in secondo luogo c'è un risparmio dei consumi
metabolici durante il sonno, qui vedete la fine della mia presentazione
passo ad un altro argomento. Io penso che l'apprendimento di un buon
rapporto con la glicemia con i propri consumi metabolici, influisca per
il 50% sulla salute negli animali è dimostrato che allunga la
vita per il 50% e mentre invece il pulviscolo penso che abbia una influenza
del 5% , il pesce che stiamo tra poco per esaminare dovrebbe avere una
grossa importanza un 20-25% il gioco di tutto questo è sulle .........sulla
scommessa nella vita, non è sulla forza fisica, è sulle
difese, e la forza fisica l'uomo muore in media in Italia a 72 anni mentre
la donna muore a 80 anni, la forza fisica non è la cosa fondamentale.
Qui vedete il punto che ha studiato il gruppo, il Dottor Facchini. Il
mio intervento diminuisce le cellule adipose oppure le ingrossa se sono
piccole la condizione di destra, si richiama una resistenza all'insulina è una
parola difficile da imparare però nei prossimi decenni la sentirete
parlare sempre di più e perchè le cellule adipose, così grandi
versano in circolo 3-4 volte più acidi grassi rispetto a quelle
piccole e quindi l'errore nelle condizioni di alimentazione non è dato
da quanto uno è grasso, ma da quanto grasse sono queste cellule,
versando in circolo così tanti grassi, tutte quante le cellule
corporee vengono ad avere a disposizione una quantità di tre volte,
due volte che possono consumare di acidi grassi ed allora danno l'ordine
alla membrana superficiale delle cellule di non ricevere il glucosio,
gli americani sopratutto i canadesi sono stati bravi nel misurare questo
errore, e cioè la scomparsa nell'unità di tempo di superglucosio
dal circolo hanno trovato che i valori bassi di questa scomparsa cioè fate
conto un pasto deve entrare in circolo dopo un'ora è entrato in
circolo nel sangue voi avvertite sazietà che è indice di
questo nutrimento è il circolo dal circolo deve sparire e rapidamente
tutte quante le cellule io ho trovato differenze da 10 a 200 in questa
scomparsa cioè è incredibile i valori bassi sono associati
con grandi rischi, uno può star bene, un rischio comporta che
da fuori non vediamo niente la persona può stare perfettamente
bene e la condizione di rischio è tale che il pasto di quello
che ha le cellule così se è 20 volte più piccolo
di quello che ha le cellule in quest'altra maniera hanno lo stesso rischio
noi non possiamo valutare la correttezza dell'alimentazione di una persona
dalla sua grassezza perchè se po' ingrassare del doppio vuol dire
che è una persona molto corretta e non possiamo valutarlo neppure
da quanto mangia, anche perchè è molto contingente la situazione
da pasto a pasto, ecco la successiva. L'intervento che vi ho descritto
inizialmente porta ad una prevenzione di questa situazione è la
successiva, ecco questo è quello che vi ha già detto, danni
sulle ovaie sopratutto le donne diventano brutte, perdono femminilità e
si accorgono meglio dei problemi dell'alimentazione, ma è sopratutto
danneggiato il circolo con deterioramento della giornata lavorativa ed
anche della vita, i successivi rischi. Ecco questo è abbastanza
già detto, questo è il mio progetto fondamentale, ha un
grosso peso sulla sopravvivenza e sul benessere e sulla riuscita della
giornata ecc. andiamo successivamente e parliamo, queste sono le presentazioni
che ho fatto andiamo alla successiva e ora si parla del pesce. Cioè c'è una
cosa che non sapete, il tipo di carne o di pesce o di formaggio, latte
anche se non li mangiamo, fornisce proteine all'organismo ed il nostro
organismo non cambia in rapporto al mangiare per quanto riguarda tutta
la sua composizione ossea, muscolare ecc. cambia il rapporto con l'esercizio
ed il funzionamento e non cambia con l'alimentazione. Al contrario è incredibile
che la membrana cellulare di tutte le cellule è fatta da due strate
di molecole di grasso, le nostre cellule hanno una parete che è costituita
da grasso e questa parete grassa delle cellule dipende la sua composizione
dalla alimentazione, ed ora la successiva, i grassi che abbiamo a disposizione,
noi dipendiamo dalla alimentazione per la composizione dei nostri grassi
e così anche gli animali e non per la fattura delle nostre proteine
di tutto il funzionamento dell'organismo però sotto un aspetto
queste membrane cellulari sono importanti, e questa è il consiglio
classico sull'alimentazione per quanto riguarda i grassi, questi sono
quelli solidi a temperatura ambiente la cioccolata, il burro ed i formaggi,
mentre questi sono liquidi, sopratutto l'olio d'oliva e però questo
due tipi di grassi, sono fabbricati dal nostro organismo in realtà teoricamente
se ne potrebbe fare a meno, in realtà in qualunque ciclo si trovano
non sono intenzionalmente eliminabili, a mio modo di vedere io scenderei
rispetto al 10% e c'è dimostrazioni che scendendo fino al 20%
del totale, dei grassi sulle calorie tutti i valori sono espressi in
percentuale dell'introduzione calorica, invece che il 30% io preferirei
il 20% perlomeno nelle nostre latitudini, c'è un po' di documentazione
che più si va verso i paesi caldi e meno vengono usati, e vengono
utilizzati i grassi, questi due grassi che sono fabbricati dall'organismo
potrebbero essere limitati moltissimi poi vengono i poli insaturi non
vengono fabbricati dall'organismo dipendono completamente da quello che
si mangia, uno è l'Omega 3, e l'altro è l'Omega 6 la membrana
cellulare può essere fatta di saturi oppure da mono insaturi oppure
da Omega 6 o da Omega 3 prevalentemente in rapporto a come è fatta
ci sono la successiva, questo è molto importante è sconvolgente
e ve la presento molto volentieri, in Europa tutte le membrane cellulari
hanno per il 265 l'Omega 6 mentre gli eschimesi hanno solo l'8,3% gli
Omega 3 al contrario sono quasi 20 volte, 16 volte più alti degli
eschimesi rispetto agli europei perchè? Perchè mangiano
le aringhe e l'olio di balena e corrispondentemente c'è negli
eschimesi una prevenzione sia degli incidenti vascolari e dell'infarto,
ma anche del cancro e questi stati sono stati confermati, quello soltanto
sono veramente difficili a confermarsi c'è una certa coincidenza
nell'epidiemologia del cancro e dell'arterio sclerosi praticamente le
membrane cellulari comandano le risposte. Vi siete mai domandati, potete
farvi un taglio alla mano e non disinfettarla, il giorno dopo c'è arrossamento
gonfiore ecc. Chi è che da l'ordine di richiamare una gran quantità di
cellule difensive per eliminare i batteri e quello che è entrato
dentro, come è che si trasmettono questi ordini, si trasmettono
attraverso i grassi della membrana celebrale e questi ordini possono
essere fatti attraverso i derivati degli Omega 6, linoleico o arechidonico
oppure attraverso gli Omega 3 in condizioni particolari anche di altri
grassi, ecco tutta la documentazione che abbiamo è veramente incredibile,
ma ci dice che le infiammazioni sono più brevi e più leggere
se noi abbondiamo con gli Omega 3 anche sperimentalmente in vitro si
hanno questi risultati, come mai, io potrei pure immaginare questa è pura
immaginazione che avendo le membrane fatte di Omega 3 questi messaggi
che richiamano la risposta difensiva siano più pronti e più esigenti
d'altra ancora un esercito il sistema di comunicazione è di grandissima
importanza, il danno sulla cellula, la lesione della membrana cellulare
porta al rilasciamento di messaggi che radunano le difese e queste difese
sono più rapide, più pronte, eliminano l'invasore molto
più rapidamente se vengono usati Omega 3, se dovete affrontare
con vostro figlio una influenza preferite che abbia la febbre a 37 e
mezzo per un giorno piuttosto che a 40 per 4 giorni, questo lo ottenete
con gli omega 3 ecco che attraverso questo meccanismo si può recuperare
io credo un 20-25% di diminuzione dei rischi, si possono diminuire i
rischi di un 20-25% cioè una cosa veramente ragguardevole darei
più importanza a questo che all'inquinamento atmosferico, ci sono
studi che dicono che un tempo il rapporto fra queste due grassi era uno
ad uno nella nostra alimentazione, il successivo, ed andiamo avanti.
Ha grossa importanza, che i bambini diventamo più intelligenti
se intorno alla nascita prima e dopo la mamma mangia una grande quantità di
questi grassi, Omega 3 proprio perchè sono nelle membrane cellulari
nei meccanismi di trasmissione la successiva, andiamo alla successiva
qui è un'idea di quello che dobbiamo mangiare di questi grassi,
sarebbe il rapporto di uno ad otto, uno gli omega 3 e 8 gli omega 6 in
realtà io credo che dovrebbe essere uno a due, uno a tre l'ideale
si potrebbero non certo con ........sufficiente, la successiva. Qui c'è un
elenco di malattie che vengono curate con gli Omega 3, oppure prevenute
il cancro purtroppo le malattie una volta instaurate è molto difficile
farle tornare indietro però prevenirle è possibile successiva,
qui è riportato quanto occorre di questi grassi quelli a catena
lunga gli epae ed il diexa, ne occorrono una minore quantità qui
il rapporto sarebbe di uno a 6, ma io penso che potremo mangiare meno
di omega 3 e più di omega 6. Qui vedete la composizione dei cibi,
il latte qui vi è sempre riportato per 100 grammi il latte ha
poche calorie si beve tanto facilmente pieno di grassi che sono saturi,
indirizza le difese verso la minore efficienza, il tuorlo qui c'è un'altra
informazione incredibile, le uova in Grecia dei polli selvatici vedete
hanno un contenuto di omega 3 ben più alto che nei polli di allevamento,
in realtà questo aumento dando ai polli semi di lino, è stato
portato fino a 40 volte, vedete come le membrane cellelari dipendono
dall'alimentazione, scegliendo l'alimentazione abbiamo difese buone oppure
cattive, i saturi nel tuorlo dell'uovo sono molto elevati, non è un
gran cibo. I pericoli nel mangiare, nella scelta del mangiare sono asimmetrici,
il pericolo del troppo è considerato a lungo termine, siccome è domani,
si tratta di problemi di rischi uno muore anche il giorno dopo però non
lo sa, quindi il pericolo del troppo è sentito con pericolo lontano,
il pericolo lontano è immediato, dopo 5-6 ore ad un certo punto
succede qualcosa, una fame che uno non sopporta più o ci può essere
anche degli abbassamenti eccessivi della glicemia, io ho studiato questa
possibilità in dodicimila misurazioni della glicemia, nei diari
che mi hanno portato i pazienti. Prima dei miei consigli ed ho trovato
che erano 1,5% lo stesso sono stati dopo grazie alla grossa quantità di
verdure che mangiavano, in realtà se non mangiavano verdure o
ne mangiavano poche questa incidenza aumentava diventava più alta,
ora ho studiato le glicemie fra 40 e 60 sono inoque per lo meno da quello
che capisco, perchè ne ho viste 14 durante 100 test di studio
di cui vi era carico di glucosio, le persone parlavano con me come se
nulla fosse.
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Grazie, mi scuso per due motivi primo la voce che sentirete non essere al meglio si vede che ho sbagliato a costruire le mie cellule e quindi ho dei problemi alla gola, secondo che la mia non sarà una dotta disposizione come quella del professore, francamente sto anche in difficoltà volevo dire altre cose, che fa bene mangiare il pesce che è un'attrattiva gastronomica avendo sentito che il professore giustamente ci conduce verso l'acetismo e verso la programmata anoressia consentitemi quanto meno di inventare un percorso da crapuloni intorno al mare, sono convinto per essere nato qua e per aver visto fin da bambino quale è la fascinazione della pesca che il mare sia stato percepito fino adesso solo come un momento ludico delle nostre attività, non c'è e non c'è stata nel nostro paese ed è una contraddizione assurda visto come si è stratificata la storia ed anche la società delle popolazioni costiere una propria diffusione della cultura del mare, è molto complicato spiegare a me è capitato quando facevo le gare in barca a vela ed andavo in giro per l'Europa è molto complicato spiegare ad un inglese o ad uno spagnolo o ad un portoghese o ad un greco che la vela è uno sport minoritario ed è stato considerato fino adesso uno sport elitario lo dico in rapporto al fatto che in buona parte dei paesi a forte cultura marinaresca il rapporto con il mare è insegnato ai bambini come attività di gioco e di salvaguardia della propria salute allora questi sono elementi sui quali una riviera una costa come quella livornese dovrebbe giocare fortemente per imporre un nuovo stile di vita, un nuovo modo di vivere il mare, cosa c'entra questo con la gastronomia con la valorizzazione del pesce azzurro certe, e consentitemi un parallelo, va molto di moda il vino toscana e va molto di moda in generale il vino si porta dietro al di la', delle proprie intrinseche capacità organolettiche un immaginario, un valore culturale molto forte, che è dato dalle suggestioni del paesaggio che è dato dalla civiltà rurale che si esprime all'interno di una bottiglia di vita, che è dato dalla forte capacità di comunicazione di chi fa il vino assistete ad una proliferazione di protagonismo nel mondo del vino di diverse figure l'enologo è diventato una specie di star, il produttore di vino è diventato un signore che sa raccontare il proprio territorio che sa accogliere le persone e che fa attraverso l'enoturismo comunicazione del proprio prodotto e del proprio territorio immaginate la stessa cosa sul mare, chi sono i comunicatori verso il turismo del mare un po' di albergatori, qualche gestore di campeggio quando va benissimo gli ormeggiatori di un moletto, avete mai visto che ci sia uno sforzo di comunicazione della cultura e della civiltà marinara in questo paese? il mare è bello perchè si fa il bagno, e si fanno i tuffi e si va sulla spiaggia il terruar marino, l'espressione complessiva della civiltà marinara dove è chi la comunica, dove risiede e come approssimarsi a ricette di pesce che esulino dagli stereotipi gastronomici della cucina internazionale per scoprirne il valore antropologico prima ancora che organolettico se non c'è preventivamente o insieme la capacità di comunicare la fascinazione del mare. Questo convegno si chiama la Palamita ed è strano che nessuno abbia pensato a dire che il nome del pesce ha dato il nome allo strumento per pescarlo, basterebbe questo. So che ieri sera alcuni fortunati hanno avuto una dimostrazione da Pierangelini di quanto questo pesce che è la regina o il re del pesce azzurro possa essere sapido e ricco, pensate raccontare una ricetta di Palamita dicendo che quel pesce che si sta mangiando è contemporaneamente una grande soddisfazione del palato ha anche prodotto una grande abilità tecnica nella costruzione di una rete fatta a posta è una specie di sciabiello molto lungo.......... di palamite ce ne erano tante, oggi ce ne sono molto poche, è la stessa operazione che si potrebbe fare e si è fatta e penso a Castagneto Carducci e Bolgheri con i vini. Castagneto Carducci e Bolgheri non avevano una tradizione enologica non l'hanno mai avuto, c'erano le vigne per fare il rosatello di un paio di aziende grosse, ma non aveva una tradizione vinicola importante, c'è stato lì un grande vino che ha avuto enorme successo per contaminazione abbiamo avuto la crescita di un distretto enologico che è forse uno dei più importanti del mondo ma su che cosa Castagneto ha poggiato questo successo quando è passato dalle bottiglie alla necessità di far conoscere dove queste bottiglie venivano prodotte appoggiato sulle valenze storico culturali della propria civiltà rurale, tanto è vero lo dico a San Vincenzo sperando in non suscitare in municipalismi che sempre si suscitano in Toscana in queste occasioni, sono nate manifestazioni collaterali penso a Castagneto a Tavola che vanno al recupero integrale di una civiltà che si esprime in valori enogastronomici per esaltare ancora di più la potenza e la valenza della comunicazione culturale che attraverso la bottiglia si fa. Lo stesso ragionamento si può fare per il pesce, non si può pensare che si recupera la sardina e l'acciuga, il sugarello lo sgombro, la palamita il tonno così, perchè per buona volontà un tot di ristoratori si mettono lì e lo propongono non è questo è molto più complicato fare un piatto buono di sardine e d'acciughe e richiede molta più sapienza culinaria, fare un buon piatto con quel pesce, che non andare alla Gene Pesca e comprare 8 chili di totani congelati, e 10 chili di gamberetti e preparare la tristissima insalata di mare, che ogni alberghino due stelle da Follonica a Livorno è in grado di fornire, non sapendo che con la nostra tradizione gastronomica e culturale non c'entra nulla quella insalata di mare, allora il percorso che va fatto è quello di recuperare i valori, legati ad un certo tipo di alimentazione e gastronomia, quando io vado in giro per l'Italia sento parlare del caciucco con una "c" sola ed io mi arrabbio molto e continuo a spiegargli che si chiama cacciucco, c'è questa contraddizione che non sappiamo pronunciare le "c" e quindi chi ci ascolta in giro per il mondo si meraviglia una parola così infarcita di "c", ma il cacciucco ha una sua valenza profonda culturale non è una ricetta nata per caso, è una ricetta nata per bisogno e quando vedo questi cacciucchi nati con gli astici con le aragoste e con gamberoni rossi dell'Atlantico che strabordano dai piatti e poi non c'è dentro né grongo né la murena, né le ali delle razze, non c'è questa roba qua, non stiamo facendo il cacciucco stiamo facendo una buia bess, ma neanche un piatto che non c'entra nulla con la tradizione gastronomica toscana né con quella mediterannea né con le orgini di quel piatto quel piatto è nato perchè sfamava la gente di Paranza, non è nato per altri motivi, le acciughe con il burro che ieri sera ci sono state date non è che è una invenzione di Pierangelini e c'è anche il motivo perchè c'era il burro anzich l'olio, perchè l'olio serviva per illuminare allora, e quel poco di grasso che si riusciva a mettere insieme, veniva dal burro e perchè poi l'acciuga veniva tenuta sotto sale, e si riteneva che l'acciuga salata con il burro diventasse un pochino più edibile, più commestibile, queste sono le ragioni che hanno portato alla nascita di alcune cucine non altre. Il ragionamento che bisogna fare per recuperare alcune ricette di tradizione labronica, in questa maniera ci intendiamo sul pezzo di costa toscana alla quale io mi riferisco sono le acciughe sotto pesto, sono fioriti i wan bar, ma c'è una certa timidezza, mentre non c'è nessuna timidezza a produrre i vini della nostra costa come è giusto che sia, c'è una timidezza assoluta nell'accompagnarli a piatti di tradizione antichissime come le acciughe sotto pesto, c'è l'aglio che disgarba, ma chi l'ha detto il turismo enogastronomico oggio, è una valenza di ricerca di radici di opportunità, di conoscenza, allora noi dobbiamo essere bravi a costruire delle filiere di saperi intorno a quelli che sono i sapori, è un gioco di parole diventato assolutamente infrazionato, la ricerca dei saperi è proprio questa, mi sarebbe piaciuto e non perchè gli organizzatori del convegno si debbano sentire depressi, i sarebbe piaciuto davvero veramente trovare gli oggetti da pesca in questo convegno e mi sarebbe piaciuto che alcune testimonianze di pescatori venissero raccontate e mi sarebbe piaciuto dire e sapere quali sono i gozzi le paranze che servivano per quella pesca, se noi spieghiamo al consumatore che viene qua che c'è un terroire marino intorno al mio primo concetto, gli facciamo notare che c'è una fondamentale differenza, fra il filetto di platessa che si compra al supermercato ed uno sgombrettino fresco, questa differenza di valenza non sta soltanto nel fatto che quello è surgelato e si fa in fretta a farlo mentre lo sgombro lo devi pulire, la differenza di valenza, è la comunicazione di valori che è diversa, quello sgombro si può vedere pescato, si può vedere chi l'ha pescato, si può vedere come si fa per pescarlo e si può piano piano recuperare la sapienza del territorio che ci portava a saperlo cucinare. Il filetto di platessa o qualsiasi altro pesce d'allevamento non ha questa comunicazione immateriale e non può essere oggetto di curiosità, è solamente oggetto di alimentazione. Il turismo che si può incrementare dal punto di vista enogastronomico in una zona come questa per creare una alternativa alla forte attrattiva che ha il vino in questa zona, è proprio questo è turismo della curiosità della consapevolezza dei mestieri che servono per arrivare ad alcune ricette ed anche della consapevolezza delle tradizioni marinare ecco perchè prima dicevo la vela è uno strumento di comunicazione ecco perchè ha poco senso non costituire il next work e la rete delle occasioni di turismo rispetto al mare. Voi avete sentito sicuramente parlare dall'altra parte del paese, dall'Adriatico della famosa grigliata di pesce adriatica, la grigliata di pesce adriatica è diventata per Rimini e dintorni una specie di biglietto da visita, primo tedesco che arriva, primo operaio di Monaco che arriva lì si trova oltre alle discoteca ecc. ecc. servita la grigliata di pesce, che è una pena dal punto di vista gastronomico è fatta con pangrattato abbondantissimo, però nonostante la intrinseca negatività culinaria o cucinaria di quel piatto è riuscito a diventare una sorta di identificazione di una cultura, i sardoncini grigliati del molo di Rimini o di Riccione, sono in qualche misura un'occasione di comunicazione e di festa, che poi siano sardoncini che arrivano dalla costa istriana e non sono più pescati dalle battane di Rimini questo laddove siamo in presenza di un turismo largamente massificato fa relativamente poca differenza, l'importanza è che attorno a quell'evento si costruisca una sorta di curiosità e di partecipazione.Voi pensate quale forte valenza avrebbe qua, in un ambiente naturale oggettivamente più importante, più bello rispetto a quello dell'Adriatico poter proporre esattamente lo stesso meccanismo fare identificare l'offerta gastronomica di qualità della costa con piatti di assoluta tradizione, questo è il segreto per far si che il turismo enogastronomico diventi un turismo di qualità e non sia semplicemente un turismo di passaggio e fugace, se noi andiamo a vedere le ultime statistiche e mi avvio alle conclusioni perchè non vorrei dedicarvi troppo, se noi andiamo a vedere le ultime statistiche ci accorgiamo che l'eno gastronomia è diventata nella voce promozione italia e mi riferisco in particolare al mercato estero, la seconda motivazione di viaggio. Contemporaneamente agli stessi turisti, è un pannello abbastanza largo è stato chiesto in diverse nazioni del mondo una volta faccio il villaggio in Italia la cosa che più li aveva soddisfatti, la risposta è l'enogastranomia per la parte della soddisfazione organolettica, poi c'è un problema di prezzi e di servizi dell'accoglienza che fa precipitare il gradimento a livelli molto più bassi. Un ulteriore elemento che ci fa dire che siamo in presenza di un fenomeno che cambia radicalmente il modo di percepire il nostro paese è la stampa estera c'è chi se ne è dato la pena di farlo, il dipartimento del ministero del turismo e ministero dell'industria che ha contato le motivazioni di citazione dell'Italia sulla stampa internazionale stupireste se sapeste come a me è capitato di stupirmi che vino e cibo italiano sono il sesto motivo di citazione dell'Italia al primo posto c'è lo sport, il calcio, al secondo posto c'è la politica e l'economia, al terzo posto viene patrimonio di arte culturale e poi i vini poi viene il paesaggi e la gastronomia, quindi uno sono al quarto ed al sesto posto, uniti insieme come massa di citazioni fanno probabilmente il primo motivo. La moda che tanto subiamo in temi di comunicazioni è al 22 posto come spazio e come numero di articoli dedicati, allora vuol dire che c'è una grande attenzione al patrimonio eno gastronomico di questo paese, non mi dimentico che la dieta mediterranea anche se intesa come la intendono gli americani che vuol dire colorare qualcosa di rosso, perchè sia dieta mediterranea comunque è stato un forte veicolo promozionale per il nostro modo di mangiare vogliamo arrivare a proporre al turista integralmente quelli che erano i nostri piatti della tradizione marinara e non dissonanti dalle attività del mare consononanti con le attività del mare un sistema turistico non si costruisce semplicemente su delle slogan, non si può dire mangiate pesce azzurro, venite in Italia a mangiare pesce azzurro tou-cour organiziamo un nextour di offerta intorno al pesce azzurro e che significa recuperiamo la marineria che significa pratichiamo il pesca turismo, che è un'attività affascinante e che è restituzione di sapienze artigianali ai bambini avete fatto caso che girando per San Vincenzo tutti i negozi di giocattoli hanno la cannina con l'amo e questi bimbi vanno sul moletto convinti che pescheranno ecco immaginate la felicità di questi bambini ed il carico di sapienza che gli viene restituito se si potessero imbarcare su un gozzo e portarli a largo e fargli fare un po' di traina mettere i palamiti, mettere giù lo sciabello, e poi fargli vedere che il pesce pescato va in padella in un certo modo, e dargli quel rapporto di fiducia con l'elemento mare, e di rispetto con l'elemento mare. Le nostre civiltà si sono stratificate lungo la battigia hanno avuto dal mare, vengono dal mare hanno ricevuto dal mare, le sardine, le acciughe il tonno, gli sgombri erano il piatto della gente di mare, ma non per scelta, ma per necessità era il pesce che si trovava più facilmente, e che era il pesce che i signori non volevano e quindi si mangiava addirittura dalla parte della gente di mare e questa fascinazione del rapporto con il mare che passa anche attraverso un piatto d'acciughe che farà si che il nostro pesce azzurro da semplice alimento, da semplice contenitore di omega tre diventa il nesco di un messaggio e di un sogno e che turismo è? Conoscenza, curiosità, ma in larghissima misura di un nuovo equilibrio e di un nuovo benessere, allora un nuovo equilibrio ed un forte interesse passa attraverso un forte immaginario così come siamo stati bravi a costruire il volto delle vigne spero che saremo altrettanto bravi a costruire il profilo aggraziato di una sirena che si può chiamare acciuga o sardinia, l'importante è che all'ospite che viene gliela presentiamo in tutto il suo valore, che è essere un frutto della cosa più bella che l'uomo abbia a disposizione, quella che sta là. Grazie. |
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Volevo ringraziare il dottor
Buonito e Buonsignore e la dottoressa Caturelli per il gentile invito
e per la memorabile esperienza di ieri sera che sicuramente vivendo in
America sarà molto difficile dimenticare. Si è dimostrato
che in convegni di questo genere di solito se il giorno dopo si chiede
ad una delle persone nell'udienza di ricordare ciò che si è detto
durante la discussione, la presentazione il 50% degli intervistati ricordano
magari due dei punti fatti, forse il 40% arriva a ricordarne tre, quindi
oggi ho una specie di missione che è quella di far si che non
sottolineerò più di tre messaggi che voi spero ricordiate
anche dopo domani, quindi i dati che presenterò oggi non derivano
dalla mia esperienza di ricerca scientifica diretta, tuttavia siccome
ho una cultura abbastanza generale o appena finito di scrivere un libro
che cerca di chiarire la confusione esistente nella dietologia oggi,
sopratutto negli Stati Uniti non si sa più che mangiare se uno
o una persona normale al di fuori della specialità, prima si diceva
di mangiare i carboidrati perchè non erano grassi ora è saltato
fuori qualcuno a dire che bisogna mangiare bistecche tre volte al giorno,
uova, pancetta per merenda ecc. ed oggi si dice che bisogna mangiare
la bistecca al mattino la pastasciutta a mezzogiorno, è una specie
di confusione, di caos totale, quindi ho scritto questo libro che verrà pubblicato
entro l'anno negli Stati Uniti dove si cerca di chiarire questi paradossi,
per esempio i giapponesi hanno una dieta ad altissimo carboidrato, mangiano
il 70% delle loro calorie come carboidrati eppure sono quelli che vivono
di più i più sani. I francesi per altro hanno una dieta
ad altissima quantità di grassi, mangiano formaggio a tutto spiano
e sono i secondi dopo i Giapponesi ad essere più longevi, come
si possono conciliare queste cose. Io oggi non parlerò di questi
temi, ci sono spiegazioni che chiarificano tutti questi paradossi apparenti,
ecco oggi inizio con una diapositiva che è una diapositiva sbagliata,
mi scuso, ma invece di aver preso la diapositiva che si riferisce agli
esseri umani ho preso quella che si riferisce ai ratti, però basta
scambiare la scala, allora qui basta cambiare la scala sulle ascisse,
se voi invece di giorni mettete mesi, questa curva di sopravvivenza si
può applicare anche all'essere umano, quindi come vedete sulla
asse delle Y abbiamo la percentuale di ratti vivi, e sull'asse delle
X abbiamo la durata di tempo, come vedete al momento della nascita tutti
i ratti sono vivi, e poi fino a circa 600 giorni vedete che il 90% dei
ratti sono vivi, dopo di chè c'è un rapido decadimento
direi lineare tale per cui la maggior parte di ratti decede nel giro
di questo intervallo di tempo più o meno fra i 600 giorni e gli
800 dopo gli 850 vedete che un'esegua minoranza di ratti rimane, non
vi starò a spiegare perchè c'è una curva tratteggiata
perchè ci vogliamo focalizzare sul fatto che la causa principale
sopratutto negli esseri umani di una curva di questa funzione, con queste
caratteristiche è dovuta principalmente alle malattie cardiovascolari.
Dopo 40 anni nel maschio e dopo 50 anni nella femmina, uno su due morti
sono infatti dovuti ad incidenti cardiovascolari. Davigluss ha seguito un campione più numeroso 1800 e questi sono
stati seguiti addirittura per 30 anni ed i risultati sono molto simili,
come potete vedere 50 grammi di pesce al giorno e la riduzione più o
meno simile del 40%.
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Io devo confessare qualche debolezza mia personale una intanto è questa che 25 anni fa, 20 anni fa pesavo 20 chili in meno, poi sono andato in pensione e sono aumentato di 20 chili, se avessi mangiato più pesce sarei stato più leggero, eppure il pesce mi piace, lo mangio lo preferisco a qualsiasi tipo di carne fiorentina esclusa, e ne faccio uso abbastanza non dico quotidiano, ma 4 5 volte la settimana, le condizioni di vita sono quelle che sono però io la debolezza che devo confessare è questa, parlando di cucina, mi sono trovato a cucinare il pesce che io mangio sono un buon mestolo e può essere importante da un punto di vista pratico che non è quello lì che mi interessa, io so cucinare quei piatti che mi piacciono, ma sopratutto può essere interessante per effettuare degli studi sui tipi di pesce ho scritto un paio di libri sulla storia dell'alimentazione parlo della storia dell'alimentazione ed ho cercato di sapere il perchè di certe ricette il perchè di certi ingredienti e di certe consuetudini alimentari, questo bisogna tenerne conto nell'esposizione e nei consigli che penso di dare a San Vincenzo, se poi li accettino o meno non lo so, questa è un'altra faccenda va calata nella realtà locale. Dunque noi si sente parlare troppo spesso, come si mangiava una volta allora si mangiava bene, quando si parla di tempi antichi e rispetto vecchi rispetto a noi, come se tutto fosse oro colato mangiavano bene se si pensa che la terra nei nostri poderi faceva delle 4 o 5 cioè rendeva un sacco di grano ne rendeva 4 o 5 sacchi di grani ed oggi ne rende 70 le condizioni sono del tutto diverse. Quando si pensa all'alimentazione del maiale di una volta il maiale di oggi, quando si pensa a certi prodotti che sono cambiati nel tempo e non sono confrontabili se c'è qualcosa che è cambiato in meno è il pesce ed in particolare il pesce azzurro 500 anni fa era più o meno lo stesso pesce azzurro di oggi, salvo questo incremento di inquinamento che c'è stato in mare, il pesce azzurro che vive a largo questo qui ne risente poi in maniera ridotta quindi già questo è un vantaggio notevole, guardiamo come si può inserire San Vincenzo nei confronti del pesce azzurro, l'umanità è passata attraverso degli stadi piuttosto contrastanti, quando si parla di Medio Evo bisogna mettere da parte certe condizioni che fanno anche ridere, parlare della cena medievale, va gustata nell'epoca nelle condizioni in cui avveniva, e noi ne sappiamo nulla di quello che avveniva nel medio evo lo supponiamo soltanto da un punto di vista storico, nel medio evo abbiamo delle testimonianze attraverso i racconti di grandi cene, si riferivano a quei pochi nababbi della tavola e quindi tavole ricchissime, abbondanti con accanto il cane magari ci si strofinavano le mani per pulirsele, condizioni igienicamente del tutto diverse, ma quello che mangiava la povera gente non lo sappiamo perchè nessuno lo ha mai descritto lo dobbiamo immaginare e quindi ecco qui, comincia il problema piuttosto difficile come si fa noi a capire i problemi dell'umanità sotto il punto di vista della fame, la nostra civiltà è una civiltà dei consumi e della fame non sappiamo niente, forse al mondo c'è troppa gente che muore letteralmente di fame, siamo dei satolli abbondanti, ma ci preoccupiano non di qualcosa da mettere in bocca, ma di cercare di non metterlo in bocca, perchè non si aggravi la situazione della linea e la situazione delle coronarie, è difficile capire cosa succedeva in passato. In passato successe questo che per esempio fino al 1000 ci fu un buio assoluto sotto il punto di vista alimentare perchè mancavano le risorse e la gente mangiava pochissimo, poi intorno al 1000 dal '900 dopo Cristo in poi migliorarono le cose si ebbe quasi una primavera, che arrivò fino al 300 ho trovato un documento che parla di un messaggio che avveniva fra il seggio e la torre di San Vincenzo, sante vicente da rispondere ed erano in contatto con questa torre delle castellare al seggio e Vada ed erano i tre punti c'era un vita abbastanza notevole, il 300 segno la fine del castello di Biserno, ma la torre di San Vincenzo si è protratta nei secoli quindi è segno di una vitalità già presente a quei tempi lì poi nel '300 successero delle catastrofi, la prima fu un rigidimento climatico spaventoso intorno al 1300-1325 la gente fu costretta ad abbandonare le zone paludose perchè si era fatto tutto il ghiaccio non potevano andare più nei boschi e questa crisi avvenne fino a tutto il 400 fu un secolo nero, nerissimo, poi nel '500 ci fu un inizio di ripresa e che si manifestò apertamente nel '600 finchè esplose nel '700, cosa strana perchè ci furono delle grande infestazioni le cavallette facevano tabula rasa dove andavano, ci fu un fatto importantissimo qui, che riguarda questa nostra zona c'era stata intanto la pirateria che aveva condizionato la vita della gente, in una maniera molto superiore a quello che noi si possa pensare per questo vi devo leggere una ricetta e trarre le conclusioni: "Quella sera, è una ricetta che si intitola risotto a sorpresa,
la troverete in quel foglio. Io l'ho provata, ed è fuori del normale, è un piatto difficile da realizzarsi perchè c'è bisogno di stabilire l'esatta cottura del riso che coincida con quello delle acciughe e può andare come la paella stessa, il riso ed il forno è una cosa difficile, ma sopratutto volevo sapere da dove veniva questa ricetta era arrivata a Castagneto da San Vincenzo, e a San Vincenzo come era arrivata allora ho cominciato a fare ricerche su tutto il mediterraneo sulle cucine della Spagna, la ricetta base dove è nata questa qui, sapete dove in Turchia c'è un risotto che si chiama iklitavano, non so se si pronuncia così acciughe e riso. ingredienti: 1 chilo e mezzo di riso, burro, 1 chilo e mezzo e di acciughe, burro, riso, 2 cipolle medie, e 2 cucchiai di pinoli, 2 cucchiai di uva, 1 cucchiaio di pepe di Giamaica, 1 cucchiaino di cannella, 1 cucchiaino di zucchero olio, sale e pepe è uguale identica, la procedura è uguale, questo cosa vuol dire che i Turchi avevano portato qui questa tradizione di questo piatto particolare, ma per quali canali l'avevano portato un canale poteva essere anche quello della pirateria perchè qui la pirateria in questa zona aveva imperversato e cosa facevano i pirati poi scendevano in una determinata zona, si scontravano con la gente del posto si preoccupavano di rapire delle persone, naturalmente non vecchi e barbosi come sono io, ma un giovane o una giovane e poi questi qui, sarebbero serviti se non ci fosse stato bisogno per venderli e ricavarli come schiavi, e ricavarci degli utili servire per scambio per quei pirati che nelle concitate fase del reimbarco restavano a terra, e questo succedeva abbastanza spesso, non erano degli sprovveduto, qualcuno restava basista in certe zone, era trattato bene dalla gente e doveva servire per questo scambio, poi finiva che si integrava con la popolazione locale e questa integrazione culturale portava all'uso di certe ricette originarie questa è una cosa possibilissima qui i pirati ci sono stati e possono avere portato questa ricetta, chissà che noi di queste zone non siamo degli orundi della Turchia o comunque discendenti da pirati, ecco questo è un caso per dimostrare anche se la ricetta è del 1910 che San Vincenzo aveva una tradizione legata, insisto molto, cucino le cose che mi piacciono, la carne mi piace poco ed escluso la bistecca che è relativamente facile, non so cucinarla, questo tipo tra tutto il pesce azzurro preferisco le acciughe, le sardine le acciughe in maniera particolare ed ecco che ho cercato questa ricetta qui che poi viene accompagnata da un'altra lettera per dimostrare che San Vincenzo era il centro della pesca delle acciughe, una lettera che è piuttosto importante perchè risale al 1806 l'ho trovato in un epistolario di un fattore di Castagneto che era fattore a Bolgheri che scriveva al suo principale conte Camillo della Gherardesca e gli parlava di un conte Serristori, sono conti di Donoratico ed hanno avuto una bella incidenza qui a San Vincenzo tanto è vero che sul fiume delle rozze c'era la famosa osteria di Serristori che ne avevano due, quella e quella della casa Rossa questo personaggio di cui si parla era Averardo Serristori che era plenipotenziario del regno d'Etruria a Parigi da Napoleone ed era un personaggio particolarissimo a lui è dedicato un podero su ai pescinoni ed alla moglie che era bellissima una delle dame più affascinanti di Parigi Lucrezia Pucci è dedicata la casa colonica della Bufola reccia che si trova in questa zona. Questo fattore descrive una visita che fece questo Serristori, 13 giugno 1806. Il signore Serristori sabato sera giunse qui circa le ore 23,00 con
dei cavalli della fattoria di Cecina non avendoci trovato né la
Caterina, né il medico allora si chiamava Carlo Giustesti di Ripardella
né me che eravamo andati a San Vincenzo a comprare le acciughe
proseguì la sua corsa e giunse poco prima delle 24 in Donoratichino
che era il castello di Gherardesca la villa che poi diventò una
villa ed inizialmente era un castello, lo chiamavano Donoratichino quasi
con spregio rispetto a Donoratico maggiore che era la sui ruderi del
castello, mutò i cavalli e giunse a San Vincenzo per comprare
delle acciughe, ritornò a Donoratico dormì sino alle 3
della notte e ripartì dirigendosi a Pisa, io lo trovai nel campo
al noce, giù nel piano di Bolgheri e non mi riuscì di farlo
tornare indietro, mi disse che andava a Lucca e di qui a Genova, ma credo
che sarà tornato a Firenze perchè gli dissi che il Nesti
era venuto a trovarlo costà. Non occorre più che i matematici
pensino a trovare il moto perpetuo, perchè a me pare trovato nella
persona del detto signore, lui veniva a Parigi a comprare le acciughe
di San Vincenzo, d'accordo erano non acciughe fresche perchè sarebbero
arrivate nemmeno a Cecina erano acciughe in salamoia sicuramente c'erano
particolari accorgimenti, San Vincenzo era già allora il centro
della pesca delle acciughe e si ricollega il discorso della vicenda precedente,
vorrei dare qualche consiglio, io trovo bello e suggestivo quel titolo
Palamita, la Palamita è il pesce azzurro e limita un po' troppo
l'argomento, va bene fa parte del pesce azzurro, la palamita non fa cultura
nella pesca a san Vincenzo invece l'acciuga lo farebbe molto di più se
fosse stato un titolo il pesce azzurro avrebbe potuto portare, con il
pesce azzurro si possono fare delle manifestazioncine anche minure che
possono coinvolgere la gente e coinvolgere gli amministratori anche se
il discorso del coinvolgimento dei ristoratori io ci credo fino ad un
certo punto perchè sono una categoria i ristoratori che il loro
piatto è sempre il migliore, non veniamo a insegnare, da nessuna
parte a Castagneto questa cultura qui, c'è anche nel vino, il
mio vino è il migliore di tutti, ed il ristoratore lo stesso io
l'ho sollecitata Castagneto a Tavola, mi chiesero se potevano utilizzare
il mio libro, io avevo fatto la ricerca sulla testa di cinghiale, una
ricerca statistica che era stata espletata su 120 ricette diverse di
testa di cinghiale ora questa è nata e sviluppata in forma diversa, è bella,
coinvolge abbastanza signorile come manifestazione, ma non coinvolge
la gente, ritengo che le manifestazioni debbono coinvolgere la gente
perchè la cultura nasce dai piatti poveri.Anni fa mi ricordo io
vado sempre al mare al Club Mediterraneé al mare fino a 6-7 anni
avevano una bella abitudine avevano delle bistecchiere particolari fatte
con i bidoni di benzina tagliati a metà e facevano il pesce ad
una certa ora alle 5,30 alle 6,00 acciughe e sardine la spiaggia diventava
deserta, tutti i lunedì lo facevano la gente si leccava le dita, è un
modo di coinvolgere la popolazione anche i bagnanti e che potrebbe essere
ripetuta anche a San Vincenzo perchè sulla spiaggia un giorno
qui ed un giorno la' non con dei bidoni di benzina con delle bistecchiere
o griglie fatte in maniera particolare questo è importante. E
poi un altro suggerimento che crederei di poter dire importante, sarebbe
che San Vincenzo tenendo conto di certi valori culturali di cui oggi
c'è bisogno ed indispensabile nell'alimentazione citare queste
cose qui arrivi al punto di fare una pubblicazione in proprio anche sulla
cucina del pesce, una pubblicazione con tanti contributi, non mi cercate
io ho da fare fin troppo, c'è bisogno di questo fatto culturale
non ce ne sono molti, io vedo anche lo sviluppo che ha preso a Castagneto
la ristorazione anche dopo la pubblicazione di questo mio libro, sicuramente
se voi vi potete arrivare a fare anche di formato ridotto o limitato,
questo è importante, un giornaletto si prende e si butta via,
mentre una pubblicazione resta e serve per molto tempo. Vi ringrazio
arrivederci |
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Grazie assessore sarò molto breve per le parole che ha avuto verso di me e verso la mia città, mi ha fatto piacere anche se si vive in una bella città in una bella zona, arrivare e venire a San Vincenzo perchè è sempre piacevole venire a San Vincenzo e poi sopratutto in questa stagione quando si possono già godere gli effetti positivi del mare e della bella stagione, non ci sono gli effetti negativi del troppo turismo. Due parole sulle città slow, oltre ad occuparmi del mio comune e di vino e di creare le condizioni insieme ai produttori del Chianti Classico come diceva prima Carlo Cambi io non faccio il vino, insieme a tanti produttori importanti che operano nel mio comune, nel Chianti classico in questi anni in cui sono stato sindaco ho lavorato perchè i produttori avessero il brodo di cultura adeguato e potessero sviluppare non solo le loro basi produttive i vigneti, ma anche le loro cantine, tutti i loro presupposti che insieme poi all'intellingenze dell'enologo fanno di un vino un grande vino, oltre a far questo poi ad un certo punto della mia esperienza di sindaco mi sono guardato intorno e mi sono reso conto che realtà come quella nostra, come quella del Chianti come quella di San Vincenzo, come quella di tanti luoghi posti in Italia e forse all'esterno ce ne sono sempre meno e che sono sempre più assediate accerchiate, queste piccole realtà da un fenomeno che è irresistibile che è il fenomeno della globalizzazione, il fenomeno della banalizzazione di tutto e di tutti, dei consumi dei modi di vita, degli stili di vita ed in qualche modo culturale, della omologazione dal punto di vista culturale economico dei consumi e così via, io mi faccio un semplice esempio, io sono fiorentino di Greve in Chianti provincia di Firenze, che è quella grande città d'arte, di turismo, un turismo molto pesante molto invasivo e molto poco qualificato, ma non sono qui per parlare di queste cose è una città ed anche la sua cintura è una città che si sta lentamente inesorabilmente depauperando perchè chiudono i locali storici chiudono le librerie, chiudono i ristoranti le botteghe di un certo tipo, chiudono i cinema, i teatri, si pensa di fare 20-40 sale in periferia anonima che non esiste cioè si sta pensando di costruire, non tanto pensando tra qualche anno saranno realtà di costruire una città nuova, virtuale al posto di una città che esiste già e che si sta impoverendo, perchè sarà sempre di più una città dei vu cumpra di questo turismo di massa di flotte di milioni di turisti che passano e non lasciano nulla se non le cartacce, soldi perchè comprano le borse, vanno negli alberghi e mangiano male, si mangia roba precotta, si vanno a costruire città virtuali dove ci saranno i 30 cinema, le pizzerie, ci saranno i fast-food a scapito di una città reale che sta morendo, questa è vista da un sindaco di campagna la globalizzazione ed a questo come si può rispondere, con le proteste e le iniziative del popolo di Seattle che sono clamorose o di Green Peace o di altre associazioni ambientaliste o si può rispondere con la risposta di un piccolo popolo di sindaci passetemi questo parallelo che cerca di mettere in pratica di fare delle cose molto pragmatiche molto piccole dei piccoli passi, una politica di piccoli passi che però vada nella direzione di salvare quello che c'è da salvare e di fare in modo che le nostre città sopratutto quelle medio piccole diventino delle città vivibili le città del buon vivere l'abbiamo detto cioè città slow rete delle città del buon vivere, che sia un buon vivere non soltanto per chi ci viene in vacanza e magari può spendere per andare in quell'albergo, per andare da un'altra parte, non un buon vivere come si legge su qualche guida perchè c'è l'albergo in cui si fa il relè oppure si fa lo yogo o il massaggio shiatzu o altre cose del genere, buon vivere per tutti perchè credo che buon vivere per una città turistica sia buon vivere per il turista se ed in quanto è buon vivere per chi ci vive tutto l'anno per chi e per chi ci lavora, una città del buon vivere a cominciare dall'ambiente a cominciare dalla depurazione delle acque dall'aria e dai rumori, e da quelle cose che fanno la qualità della vita di una città, a cominciare dal paesaggio, sono passati gli anni '70 gli anni '80 che hanno devastato l'Italia, questo è successo qui è successo in Piemonte, è successo da molte parti, oggi si può guardare allo sviluppo urbanistico in termini diversi cioè si può fare a meno di costruire o di costruire molto, si può costruire in termini ed in canoni diversi rispetto a quelli del passato con un occhio più attento al paesaggio, questa è una ricchezza fondamentale, quando si parla di città del buon vino, è una città del buon vivere anche nell'accezione dell'ospitalità della ristorazione, cioè arrivare e qui c'è il coinvolgimento degli operatori, non basta il sindaco, non basta la giunta, non basta il consiglio comunale gli operatori che come è stato detto prima molto meglio di me, operatori che interpretano prodotti del territorio parlo di ristorazione con la cucina del territorio portando avanto e le tradizioni gastronomiche del territorio oppure con un'ospitalità che sia più chiara e trasparente rispetto al turista che viene, quando in un ristorante gli si dice che il primo, gli spaghetti costano 15.000 e poi alla fine quello che mangia gli spaghetti paga 30.000 lire perchè paga il coperto, paga il servizio l'IVA e quant'altro non è trasparenza, non è ospitalità. Ospitalità e trasparenza vuol dire avere dei prezzi assolutamente chiari, questi sono dei filoni che queste città vogliono indirizzarsi, finisco per dire che io sarei in qualche modo l'iniziatore di questa associazione e di questo movimento, può essere anche un'associazione che non c'è non è tanto un'associazione per dire noi siamo questo, noi siamo quelli che si mettono un bollino alla giacca, siamo un'associazione che alla fine può anche non esistere perchè città slow vuol dire un percorso da iniziare un progetto da fare un percorso di qualificazione che può portare anche a dire noi non siamo rispetto a tutti i parametri che abbiamo definito non siamo quello che avremmo voluto essere, ci impegnamo a diventare così quindi un percorso o un progetto che inizia e che deve vedere impegnati non soltanto i comuni e gli amministratori, ma anche e sopratutto il coinvolgimento dei cittadini e sopratutto di quelli operatori che vivono ed operano nelle città slow che sono città anche turistiche che possono far diventare questo aspetto un valore aggiunto per queste città perchè è bello andare in una città turistica, ma è meglio andare in un città turistica, di mare o di altro turismo anche se questa città è anche più vivibile più ospitale, e più a portata di mano grazie. |
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| Dottor
Vinicio Biagi
Dato che il mio intervento non era previsto sarà breve e vi rallegrerà tutti però una cosa sola voglio dire, mi riallaccio a quella relazione fra queste che ritengo più calzante, quella del dottor Cambi qui,nella quale ci sono molte cose belle, dette ed alcune che prestano adito da parte mia a qualche critica, una il dottor Cambi ci ha detto e questo è un fatto positivo dell'importanza di recuperare diciamo così i parametri della nostra storia è vero, meno giusto è se il dottor Cambi ci rimprovera di non aver fatto niente, molto si è fatto, giustissimo è quello che ha detto il dottor Cambi, laddove dice che qui dentro avrebbe dovuto esserci oltre che noi, non grande schiera per altro, anche i pescatori di San Vincenzo signori ci sono i pescatori di San Vincenzo perchè io li ho fatto venire qui, ci sono quei pescatori che operando con le manaidi e con le lampare perchè altrimenti non sono state usate, hanno passato la loro vita sul mare, c'è Amato, c'è Nedo, forse non so se c'è qualche altro se è andato via, questa gente sono ancora oggi un monumento per la nostra storia, sono quelli che ci hanno dato il mezzo di scrivere un'opera che non è ancora stampata propria sulla pesca del pesce azzurro a San Vincenzo. Il dottor Cambi quando non era ancora nato ed io purtroppo si, non sa che quella pratica ovviamente opportuna che viene fatta sull'Adriatico sui canali non so di dove, dell'arrostite del pesce, la facevamo anche noi, la facevano quei due signori lì alla buca, e che era il sobborgo plebeo del paese di allora, quando un certo Ilio Galletti, padrone Ilio e zio Ilio che era lo zio di quel signore grosso lì, arrostiva le sardine per tutti e non si pagava nulla, un po' di pane e ci si portava da casa e la gente correva, quindi è giusto quello che ci dice dopo di riprovare a farlo non è per noi una novità è una cosa vecchia rivissuta ecco signori questo solo volevo dirvi, rivendicare al paese che io rappresento e che è abitato da x anni, lasciamo perdere da quanti non glielo voglio dire, se no lei goderebbe troppo ai miei danni ecco rivendico a questo paese una tradizione a cui ha già accennato l'amico Bezzini che io voglio diciamo così rinforzare in quello che ho detto, e sopratutto vi vorrei dire una cosa, io chiudo subito non ho da dirvi altro, siccome so che siete indubbiamente persone gentili e qualunque cosa vi venga detta, fate un applauso, se fate un applauso non fatelo a me che non serve a niente io sono solo un topo di biblioteca, canuto e noioso fatelo per i pescatori di San Vincenzo, per quei pescatori senza i quali questo nostro discorso sarebbe stato non un colloquio, sarebbe stata solo un'intervista ad un mutuo equipaggio di ombre. Grazie.
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