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vincenzo

 

Trimestrale del Comune di San Vincenzo
Anno diciotto - N. 1 - Maggio 2002
Registrato al n. 425 del registro della stampa in data 4 settembre 1985. Spedizione in abbonamento postale Senza pubblicità.
Direttore Responsabile: Carlo Roventini, Sindaco, iscritto nell'elenco speciale annesso all'Ordine dei Giornalisti(comunicazione del 23.01.1990)
Redazione: Fabio Di Bonito, assessore alla comunicazione, Giancarlo Querci, Enzo Chioini, Tamara Mengozzi
Sede redazione: Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di San Vincenzo, via Beatrice Alliata, 4 57027 San Vincenzo (LI)
Tel. 0565.707206 Fax. 0565.707246 Numero Verde 8000138575

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Nome: urp
email comune san vincenzo

In questo numero:

 
 
Le elezioni per il Difensore Civico Come si elegge il Difensore Civico I 4 candidati
Un impegno per San Carlo. Intervista a Valter Cappelli Le elezioni del Consiglio di Frazione a San  Carlo. Chi lo elegge La Palamita e ... San Vincenzo
Programma della manifestazione I ristoranti che aderiscono La qualità non si inventa
Che cos'è la Certificazione di Qualità Il Comune è entrato a far parte della rete delle cittaslow Cittaslow
Corale Città di San Vincenzo Acqua. Una risorsa preziosa e scarsa La carta fedeltà della Farmacia Comunale
Gruppo Consiliare Alternativa Gruppo Consiliare I Democratici Gruppo Consiliare Indipendente
Gruppo Consiliare Insieme per San Vincenzo Gruppo Consiliare Forza Italia  

 

Le elezioni per il Difensore Civico

Il prossimo 9 giugno i cittadini di San Vincenzo saranno chiamati a votare per rinnovare due importanti "istituti" di partecipazione: il Difensore Civico e il Consiglio di Frazione di San Carlo.
Si tratta di organismi che, in modi diversi, mirano ad affrontare e risolvere i problemi che i cittadini
incontrano con il Comune e le istituzioni.
Infatti il Difensore Civico interviene sui problemi: "riceve e segnala all’Amministrazione Comunale le proteste in relazione ad abusi, disfunzioni, carenze e ritardi ed ogni altro disservizio imputabile sia ai dipendenti che agli organi comunali" (art.33 dello Statuto Comunale di San Vincenzo).
Il Consiglio di Frazione di San Carlo ha invece una funzione più "preventiva" rispetto ai problemi. Esso è stato istituito con "lo scopo di favorire la conoscenza e la partecipazione dei cittadini…su qualsiasi questione che interessi il territorio della frazione. Avanza proposte per migliorare la qualità e la gestione dei servizi comunali operanti localmente" (artt. 1 e 2 del Regolamento del Consiglio di Frazione di San Carlo).
Per il Difensore Civico si tratta della seconda elezione, mentre il Consiglio di Frazione viene eletto per la terza volta.

 

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Come si elegge il Difensore Civico

Chi lo elegge
Tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune.
Come si vota
Esibendo il "tesserino elettorale" già in possesso degli elettori, esprimendo una preferenza, scrivendo sulla scheda nome e cognome.
Requisiti per l’elezione (artt. 5 e 16 del Regolamento)

  • iscrizione nelle liste elettorali del Comune;
  • età non inferiore a 25 e non superiore a 70 anni;
  • diploma scuola media superiore;
  • indipendenza, capacità e prestigio;
  • conoscenza del funzionamento della Pubblica Amministrazione;

È proclamato Difensore Civico il candidato che ottiene il maggior numero di voti; a parità di voti il più anziano.

Durata in carica e indennità
Il Difensore Civico dura in carica 5 anni, non può essere eletto per più di 2 volte. Gli viene assegnata un’indennità pari a quella prevista per gli assessori comunali.
Funzioni e Attività
Esercita le sue funzioni di garante dell’imparzialità e del buon andamento del Comune, in modo indipendente e autonomo dagli organi elettivi e burocratici del Comune. Ha accesso agli atti e documenti del Comune come i Consiglieri Comunali.Può convocare il responsabile dell’ufficio/servizio per avere informazioni relative alle segnalazioni dei cittadini. In merito può richiedere relazione scritta.
Le sue richieste di documenti e notizie devono essere soddisfatte entro 15 giorni; entro i successivi 30 gg. deve dare risposta ai cittadini.

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I 4 candidati a Difensore Civico

Due donne e due uomini si contenderanno il prossimo 9 giugno la carica di Difensore Civico di San Vincenzo. Ecco, in breve, una prima presentazione delle candidate e dei candidati, tutti residenti a San Vincenzo.
Dott. Massimiliano Mannucci, 30 anni, nato a Campiglia Marittima. Diploma di Ragioniere e Laurea in Scienze Politiche. Ha maturato esperienze nel settore turistico, della Pubblica Amministrazione
Dott. Antonio Baldanzini, 55 anni, nato a Lastra a Signa (FI). Laureato in Sociologia. Nominato Segretario Comunale dal novembre 1978. Attualmente svolge le funzioni di Segretario Generale nel Comune di Campo dell’Elba.
Dott.ssa Elisa Cecchini, 30 anni, nata a Pisa. Diploma di maturità classica e Laurea in Giurisprudenza. Iscritta all’Ordine degli Avvocati dal 1999, svolge la professione a San Vincenzo e Cecina.
Dott.ssa Delia Del Carlo, 33 anni, nata a San Vincenzo. Diploma di maturità scientifica e Laurea in Giurisprudenza, svolge la libera professione di Praticante con patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Livorno

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Un impegno per San Carlo.
Intervista a Valter Cappelli presidente Uscente

Il prossimo 9 giugno i cittadini residenti nella frazione di San Carlo saranno chiamati a votare per rinnovare i componenti del Consiglio di Frazione.
Il Consiglio in scadenza è stato eletto nel 1997, presidente uscente è il signor Walter Cappelli.
A lui abbiamo chiesto di fare un bilancio di questa esperienza.
"Lo faccio volentieri, soprattutto per dare un contributo a coloro che prenderanno il nostro posto"
Perché, non si ricandida?
"No, e per quel che ne so, lo stesso faranno gli altri componenti in scadenza."
E’ rimasto deluso?
"Al contrario, proprio perché è stato un impegno utile e interessante, vorrei che anche ad altri fosse data la stessa possibilità che è stata offerta a me. Sono convinto che in ogni incarico pubblico, dopo un certo numero di anni, vi debba essere un ricambio."
Allora un po’ di stanchezza?
"Come per ogni esperienza all’inizio c’è entusiasmo e voglia di fare, con nuove idee. Ora, dopo 5 anni, c’è bisogno di persone che proseguano l’attività del Consiglio e al tempo stesso portino altri progetti."
Come sono stati i rapporti con il Comune?
"Complessivamente positivi, con qualche problema, come è naturale che sia. Se poi avessi sempre trovato nell’Amministrazione Comunale lo stesso entusiasmo iniziale, forse si poteva fare qualche cosa di più."
E con i cittadini?

"Credo che le cose siano andate bene anche qui. Il C. di F. è diventato un punto di riferimento, anche fisicamente, con una propria sede. Un servizio che non ha ottenuto successo è stato lo sportello dell’URP, aperto una volta alla settimana. Ma forse dipende dal fatto che San Vincenzo è un piccolo centro, e in fondo almeno una volta al giorno tutti si scende in paese e si può arrivare in Comune."
San Carlo è "nato" con la Solvay. Come sono oggi i rapporti con l’azienda?
"Il C. di F: ha trovato sempre collaborazione. Voglio ricordare la pulizia della vecchia pineta, la ripiantumazione dei 40 pini abbattuti dal fortunale di qualche anno fa, fino al sostegno ad alcune manifestazioni."
Torniamo alle cose fatte…

"Siamo stati coinvolti su molte opere pubbliche, pensiamo alla sistemazione della piazza, all’illuminazione, al percorso trekking "il corbezzolo", al mercato della domenica, ecc. Ci sarebbe piaciuto esserlo stati anche su grandi progetti, come quello del campeggio e dell’Asilo. Nei primi 2 anni siamo stati più coinvolti. Comunque sono convinto che il futuro della Frazione sia quello intrapreso: il turismo, ci piacerebbe diventare la "Bolgheri" di San Vincenzo."
Consigli per chi verrà?
"A San Carlo va migliorata la qualità dell’esistente, non occorre più quantità; solo per il verde pubblico c’è una questione di quantità da aumentare, attrezzandolo con percorsi e giardini che rendano piacevole la sosta. La stessa viabilità va nettamente migliorata, ma senza nuove strade. Mi auguro che il nuovo Consiglio venga coinvolto nella discussione sul rinnovo della concessione per la cava, a cui legare un adeguato ripristino ambientale e magari, perché no, alla disponibilità all’uso pubblico della pineta Solvay. Poi c’è il Velodromo, da utilizzare meglio, non solo per le iniziative sportive; questo aumenterebbe l’attrattività di San Carlo, come anche la creazione di un Museo del Minerale e del Lavoro in Cava, che veda il coinvolgimento del Comune e della Solvay, passando per il CRAL."
Non sembra certo un Presidente in scadenza…
"No, no. Anzi approfitto di quest’intervista per ringraziare tutti: il Sindaco, gli Uffici comunali, la Solvay, i cittadini, per la collaborazione che ci hanno dato. E auguri ai prossimi Consiglieri. A proposito, invito tutti a votare e spero che vi siano molti candidati per un buon futuro di San Carlo e per il nostro Comune."

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San  Carlo. Chi elegge il Consiglio di Frazione

Chi lo elegge
Tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali della sezione della Frazione.
Come si vota
Esibendo il "tesserino elettorale" già in possesso degli elettori, esprimendo una preferenza, scrivendo sulla scheda nome e cognome.
Chi può essere eletto
Gli elettori residenti a San Carlo (art. 1 del Reg.). I candidati vengono inseriti in ordine alfabetico in un’unica lista, senza limitazione numerica. I candidati devono essere almeno 8. Sono eletti i candidati che ottengono il maggior numero di voti, tra questi è eletto Presidente quello con più voti in assoluto.
Composizione
È composto dal Presidente e da 4 consiglieri.
Durata in carica
Il C.di F. dura in carica 5 anni.
Funzioni e Attività
Il C. di F. può proporre atti deliberativi all’approvazione del Consiglio Comunale, purché approvati dai 4/5 dei suoi componenti. Promuove e attua, in tutte le forme possibili, un’informazione completa che favorisca la conoscenza della cittadinanza dei diversi problemi della Frazione. Avanza proposte per interventi migliorativi dei servizi comunali.

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 La Palamita e ... San Vincenzo. Cos’è e perché "La Palamita" e San Vincenzo
di Giancarlo Querci
Responsabile della U.O. Comunicazione Esterna e Sviluppo Economico 

Tutti ormai sanno che non è più possibile attendere il turista, puntando sulla presunta risonanza di una località, ma lo si deve cercare, invogliare, intercettare ed è fondamentale mettere in piedi forme di collaborazione tra più istituzioni, più territori, più operatori, se si vuole sperare di avere voce nell’affollato mercato del turismo.
Questo lavoro poi non avrebbe successo se non fosse accompagnato da un costante miglioramento della qualità dei servizi pubblici e privati, dalla crescita professionale degli operatori, dalla salvaguardia delle risorse ambientali, dalla valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali.
Un lavoro complesso e imponente che tra l’altro deve assolutamente evitare incoerenze tra la realtà del paese e i contenuti della promozione e l’immagine che si è creata.
Un lavoro che non può prescindere dal coinvolgimento degli operatori, turistici e non, per realizzare una adeguata accoglienza degli ospiti e accrescerne la soddisfazione.
In questo quadro, è necessario che il Comune assolva in pieno al proprio ruolo, per favorire lo sviluppo della cultura dell’accoglienza tra i cittadini facendo in modo che sia superata ogni residua resistenza al fatto – ormai ampiamente provato - che i benefici della presenza turistica, connessa alla veicolazione di una immagine positiva del paese, ricadono sull’intero sistema economico locale e non solo su alcuni.
E non è neppure pensabile ormai ragionare di turismo, di ricettività, di tempo libero, senza tenere di conto di una evoluzione che in questi anni ha profondamente mutato il modo con il quale si cerca una meta e poi sul territorio ci si muove, ricercando cose anche semplici, ma belle, genuine, sane. È questo un fenomeno forse da noi inizialmente subito avendo una vocazione turistica "relativamente" recente e "schiacciata" sul mare, ma in realtà ormai guidato dai diversi soggetti che operano nell’ambito di un settore che non è dell’economia, ma fa parte della vita di persone che non godono più della vacanza e del tempo libero come solo pochi anni fa, proprio perché non sono più nemmeno le stesse persone.
La manifestazione enogastronomica La Palamita e San Vincenzo cerca di dare coerenza e applicazione pratica a questi ragionamenti per gli effetti che crea nell’immagine di San Vincenzo che viene esportata (l’anno scorso su mass media nazionali di primaria importanza) e per una concreta attività di coinvolgimento e valorizzazione di risorse umane, culturali e di produzioni agricole, che – da noi – non potevano però prescindere dal mare.
Un’attenta lettura dei programmi delle prime due edizioni e forse ancora di più di quello del 2002, può essere la miglior rappresentazione di quelle intenzioni, che un ulteriore dilungarsi.

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Programma della manifestazione

Venerdi 17 Maggio ore 20.00
Presentazione della manifestazione -
Incontro con giornalisti al Gambero Rosso di Fulvio Pierangelini. (riservato)

Sabato 18 Maggio ore 10.30
Piazza F.lli Serini sul Porto "Lezioni di pesce crudo. Sushi, marinate & co." Come utilizzare il pesce azzurro in casa, con divertimento e intelligenza. Storie, culture, esperienze a confronto, Fulvio Pierangelini, chef del Gambero Rosso di San Vincenzo; Giovanna Bellagotti dello Zanzibar di San Vincenzo e Nanako Ha-maguchi, lady del sushi, insieme per parlare e lavorare intorno al pesce azzurro: pratica e conoscenza di cultura materiale

ore 16,30
Palazzo della Cultura - Presentazione del libro di Vinicio Biagi "Cronache di mare - San Vincenzo e la pesca del pesce azzurro", con Aldo Santini giornalista esperto di enogastronomia e curatore della prefazione.

Domenica 19 Maggio ore 16,00
Piazza Osvaldo Mischi. Laboratorio del gusto a cura di Arci Gola Slow Food. Abbinamento di vini della Costa degli Etruschi con piatti a base di palamita e pesce azzurro proposti dai ristoranti di San Vincenzo

ore 18,00
Consegna della bandiera della Associazione Nazionale Città dell’Olio al Comune di San Vincenzo. Stands con esposizione e vendita di prodotti agricoli tipici locali con particolare presentazione dell’olio extravergine di oliva e di pesce azzurro fresco.
Durante il periodo della manifestazione e nei giorni successivi, i ristoranti che aderiranno
proporranno un menù e una carta dei vini e dell’olio particolari, legati ai temi proposti.

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I ristoranti che aderiscono

I ristoranti che propongono menù collegati alla manifestazione nei week-end 17-19 e 24-26 maggio 2002:

La Barcaccina   Via Tridentina, 1 0565.701911
Blue Marlin   Via della Principessa, 137 0565.701174
L’Etrusco   Via Umbria, 1 0565.701607
Mum and Dad   Via V. Emanuele II, 141 0565.702233
La Perla   Via della Meloria 0565.702113
Mum and Dad 2   Via dei Cavalleggeri 0565.705408
Il Mulinaccio   Via delle Caldanelle, 2 0565.701556

Con tutti i menù saranno consigliati i vini delle tre D.O.C. della Costa degli Etruschi.

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La qualità non si inventa
di Fabio Di Bonito Assessore Sviluppo Economico

San Vincenzo: una città buona da viverci.

Su questo "sogno" ci siamo presentati ai cittadini tre anni fa, e voi ci avete detto "sogniamo insieme, facciamolo diventare realtà".
San Vincenzo Città del Vino, Città dell’Olio, CittàSlow: impegni che abbiamo assunto, avviati dal riconoscimento di aspetti positivi del nostro sviluppo economico e civile, che ora richiedono un costante aggiornamento, e adeguamento. Insomma traguardi raggiunti e al tempo stesso spostati più in avanti, verso la migliore qualità, mai data una volta per tutte. Il turismo è la nostra principale fonte di economia e lavoro. Esso è però il risultato di una situazione ambientale di grande pregio, dalla spiaggia al Parco di Rimigliano, alle colline che circondano il nostro Comune. Il Turismo va costantemente riqualificato. Da qui nasce un Piano strutturale che prevede poche ma significative nuove strutture di grande qualità , ma soprattutto punta a stimolare il passaggio dalle seconde case (offerte turistiche di scarsa qualità) a strutture turistiche ricettive, così da riqualificare l’accoglienza , ampliare la ricettività e, quindi, creare anche nuove opportunità occupazionali adeguate.
È poi il caso di ricordare il "Piano della Spiaggia", con le ampie possibilità di ristrutturazione degli stabilimenti e la realizzazione di nuovi.
Anche il miglioramento dei servizi e delle strutture pubbliche rende migliore la vita per i residenti e gli ospiti. I nostri piani di "opere pubbliche" possono apparire ambiziosi, ma sono necessari e, cosa più importante, in fase di realizzazione. La netta riqualificazione di via Matteotti, da via di transito a strada interna al Paese dove le attività commerciali possano svilupparsi e migliorare; il recupero della Torre che diverrà luogo della memoria culturale e di eventi di alto livello, l’ampliamento della Biblioteca Comunale, con la chiusura dei porticati, farà aumentare in quantità e qualità i servizi culturali offerti dal Comune, la progettazione al termine della Sala della Città (2003). Un’altra "tappa" del buon vivere a San Vincenzo sarà la realizzazione della seconda Isola Ecologica per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, necessaria visto il successo di quella esistente e gli obiettivi che ci indica la legge. Stiamo poi andando alla soluzione di un problema che puntualmente si ripropone durante la stagione estiva: l’accoglienza dei cani nel centro urbano. Saranno introdotti i distributori di palette e raccoglitori dei "regalini" dei nostri amici. Questo ci permetterà di definire in tempi rapidi il Regolamento per consentire l’accesso degli amici a quattro zampe in alcune zone del centro.
Tutto questo, e molto ho tralasciato, avrà però un senso se ad esso si affiancherà con altrettanti convinzione, l’impegno del "privato", che deve saper cogliere le opportunità create dalle condizioni che l’Amministrazione Comunale sta determinando.
Dei segnali positivi si stanno già vedendo. Sono diversi gli imprenditori che stanno investendo nella qualità, penso allo studio commercialista di Alessandro Pacchini che ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9002. Ci auguriamo che siano da stimolo ai loro colleghi. Certamente lo sono a noi, nel proseguire nella strada per San Vincenzo…una città buona da viverci.

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Che cos'è la Certificazione di Qualità

Quella ottenuta dallo Studio Pacchini è una certificazione derivante da una normativa mondiale. Ve ne sono numerose, a seconda del tipo e del settore in cui opera l’azienda, i cui standard vengono periodicamente aggiornati. Nel nostro caso la sigla della Certificazione è UNI EN ISO 9001/2000.
Per ottenerla occorre che l’azienda rispetti, sin nei minimi particolari, le norme indicate da uno specifico Manuale della qualità, dai processi operativi completi di check list e che si sottoponga a verifiche e controlli periodici da parte dell’Ente che rilascia il Certificato (TÜV). "Abbiamo impiegato oltre due anni per arrivare ad adeguare il nostro modo di lavorare alle norme ISO – ci dice il ragionier Pacchini – e ci siamo arrivati il 4 dicembre del 2001 primi nella provincia di Livorno e tra i primi in Italia.
Ogni problema che può insorgere viene affrontato da Gruppi di Miglioramento, se ne segue l’evoluzione, fino a che non si individua la soluzione migliore per prevenirne il ripetersi. Abbiamo capito che occorre cambiare mentalità, in particolare nell’ affrontare gli errori: da essi si parte per fare qualcosa di meglio la volta successiva.
Insomma, gli errori come risorsa! Tutto ciò trova il cliente come soggetto finale che deve godere di questo processo innovativo, ricevendone un prodotto/servizio certo e di qualità.
Per noi – conclude il rag. Pacchini – è stato un investimento vero e proprio con la formazione del personale, la ristrutturazione dell’intero archivio e del software, una diversa organizzazione del lavoro a partire dal rigoroso rispetto di tutte le leggi e norme esistenti: sicurezza, contratti di lavoro, codice deontologico. Ovviamente tutto ciò è stato possibile grazie al forte impegno e alla collaborazione di tutti i dipendenti e collaboratori".
Insomma un investimento iniziale per conseguire poi un buon ritorno d’immagine. Tutto da mantenere, ovviamente, costante nel tempo.

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Il Comune è entrato a far parte della rete delle cittaslow

San Vincenzo è entrato a tutti gli effetti nella rete internazionale delle Cittàslow. Il 9 marzo scorso, infatti il Comitato di Coordinamento dell’Associazione, riunito ad Orvieto, ha certificato "Slow" 18 città italiane, tra cui San Vincenzo. Il Consiglio Comunale di San Vincenzo decise di attivare il percorso per acquisire la Qualificazione Cittàslow nel febbraio dello scorso anno.
Da allora gli uffici comunali (URP e Ufficio Tecnico) hanno raccolto atti, documenti e notizie utili, che sono stati sottoposti ad una verifica da parte dell’Associazione.
Nel lavoro di documentazione il Comune ha indicato i requisiti già posseduti (qualità mense scolastiche, ospitalità, informazioni turistiche, parchi e giardini, iniziative culturali, servizi sanitari e sociali, ecc.), i requisiti da migliorare (raccolta differenziata rifiuti, risparmio energetico e idrico,…) e i requisiti da realizzare ex novo (abbattimento inquinamento acustico, bioedilizia, partecipazione Agenda 21…). L’impegno è quello di aumentare l'attenzione e la sensibilità a comportamenti socialmente ed ecologicamente più consapevoli, attraverso un continuo monitoraggio e adeguamento delle azioni del Comune, degli operatori economici, dei cittadini, anche al fine di valorizzare il territorio.
Gli impegni futuri del Comune di San Vincenzo "Cittaslow" riguarderanno la politica ambientale, le nuove tecnologie per la qualità urbana, la valorizzazione delle produzioni locali, l’ospitalità e il rispetto degli impegni. Il percorso avviato ha raggiunto il primo successo, un riconoscimento che però è solo il passo iniziale di un lavoro che vedrà coinvolti, nel tempo, l’Amministrazione Comunale, gli operatori e i cittadini tutti.

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Cos'è Cittaslow?

Cosa è il movimento delle Cittaslow?
Il movimento Cittaslow è stato fondato con lo scopo di perseguire obiettivi comuni tra cittadini e Amministratori e Amministratori di varie città, per migliorare la qualità dell’accoglienza, dei servizi, del tessuto urbano, dell’ambiente, della buona tavola e del "buon vivere". "Buon vivere " per disporre di soluzioni e servizi che permettono ai cittadini di fruire in modo facile, semplice e godibile della propria città.
Chi sono gli ideatori del movimento?
Gli ideatori ed i promotori di questa iniziativa sono stati nel 1998, quattro Sindaci italiani dei comuni di Bra, Greve in Chianti, Orvieto e Positano.Fino ad oggi ottanta Sindaci hanno aderito all’iniziativa e sono stati inseriti nell’elenco delle città candidate alla qualificazione necessaria per far parte della rete.
Come si diventa Cittaslow?
Possono aderire all’associazione tutte le città italiane e straniere che di norma non abbiano più di 50mila abitanti e che non siano capoluoghi di provincia o di regione. Le Amministrazioni che aderiscono alla rete internazionale delle Cittaslow sottoscrivono una serie di impegni il cui rispetto viene verificato periodicamente.
Come si mantiene lo status di Cittaslow?
Il titolo ha una durata triennale e il suo mantenimento è vincolato al persistere nel tempo dei requisiti di riferimento e al rispetto degli impegni che l’Amministrazione ha preso al momento della richiesta della certificazione è entrato a fare parte della rete delle Cittaslow

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Corale Città di San Vincenzo

La Corale Città di San Vincenzo nell’anno 2001 ha partecipato alla vita culturale della Cittadina in modo assiduo e ci auguriamo gradito da coloro che ci hanno ascoltato. Ci siamo presentati in pubblico ben diciotto volte esibendoci, oltre che a San Vincenzo, anche a Campiglia Marittima, Sassetta, Montescudaio e Piombino.
Fra tutti vorremmo ricordare il Concerto tenuto al Teatro Concordi per la locale sezione femminile della Croce Rossa, quello estivo nell’Officina Bensi con il gruppo fotoamatori e il Concerto di Natale presentato accompagnati dall’Orchestra da camera "A.Vivaldi".
Attualmente stiamo organizzando, per conto del Comune, i concerti del ciclo "Note di Primavera" e abbiamo in programma per i prossimi mesi numerosi interventi anche fuori San Vincenzo, infine nell’autunno contiamo di fare un "raduno di corali".
Vorremmo ringraziare il Comune e specificamente l’Assessore alla Cultura Fabio di Bonito per il sostegno, anche finanziario, che ci è stato riservato. Un grazie anche ai nostri soci e agli imprenditori di San Vincenzo che ci sono stati sempre vicino.

Il Consiglio direttivo

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Acqua. Una risorsa preziosa e scarsa

Come già annunciato dalla stampa anche il Comune di San Vincenzo ha provveduto ad emanare un’ordinanza (n. 24/2002) per la limitazione dei consumi dell’acqua, per fare fronte alla grave crisi idrica che si sta registrando in Val di Cornia.
In particolare dalle ore 7 alle 22 è vietato l’uso di acqua potabile dell’acquedotto per tutti i tipi di irrigazione, lavaggio di auto, barche e simili, così come è proibito il riempimento delle piscine. Questo provvedimento si applica anche ai giardini pubblici, agli impianti sportivi anche se gestiti da associazioni o privati. Sono fatti salvi gli impianti di autolavaggi o quando per tutti gli usi vengano utilizzate acque non potabili. Limitazioni anche per le attività agricole: è infatti vietata dalle ore 8 alle 20 l’irrigazione con sistemi "a pioggia" che utilizzano acque provenienti da pozzi artesiani. Coloro che non rispetteranno queste disposizioni andranno incontro a multe salate: da un minimo di 51 euro ad un massimo di 516 euro, calibrate sulla base della gravità dell’infrazione. Per quanto riguarda poi l’irrigazione con sistemi "a pioggia" fuori dagli orari consentiti, oltre alla multa è prevista la revoca temporanea della concessione all’emungimento.
Il Comune di San Vincenzo inoltre, con questa ordinanza, impegna il CIGRI ad una serie di interventi di risparmio e manutenzione della rete idrica. In particolare dovrà attuare un piano di ricerche delle perdite occulte, che porti alla riduzione di almeno 15 litri/secondo degli emungimenti dalla falda idrica profonda. Le azioni del Cigri dovranno essere certificate al Comune entro il mese di agosto 2002 con una relazione giurata, nella quale devono essere attestate le opere compiute ed i risparmi certificabili.
Il compito di far rispettare questa ordinanza viene affidata all Polizia Municipale e agli Agenti della Forza Pubblica. Questo deciso intervento dell’Amministrazione Comunale nasce dalla consapevolezza di una crisi idrica molto grave in tutta la Val di Cornia.
Il testo integrale dell’ordinanza è consultabile presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune, che ne rilascerà copia a quanti ne faranno richiesta.
Perché questo provvedimento?
Innanzitutto perché l’uso potabile delle acque è primario rispetto a tutti gli altri possibili usi, come riaffermato dalla Legge Galli n. 36 del 5 gennaio 1994. E poi perché:
a) È in atto una crisi idrica molto grave in tutta la Val di Cornia, determinata dallo squilibrio tra emungimenti e ricarica della falda profonda, crisi aggravata dalla bassa piovosità del 2001.
b) L’incombente crisi porterà a disagi molto seri e gravi per tutti gli usi dell’acqua, compresi quelli potabili e civili, come descritto dal CIGRI in un suo studio specifico.
c) La crisi idrica in atto causerà anche l’accentuazione del fenomeno della subsidenza dei terreni nella parte centrale della Val di Cornia, con pericoli di stabilità in molti edifici.
Cosa fare?
1) Una riduzione degli sprechi idrici, praticata immediatamente, può ridurre i disagi futuri e contribuire significativamente alla attenuazione dei pericoli di ordine pubblico e sanitario che potrebbero verificarsi.
2) E’ compito dell’Amministrazione Pubblica mettere in atto tutti i provvedimenti tesi a ridurre l’impatto della crisi prima che essa si manifesti in tutta la sua gravità.
3) Il CIGRI spa ha presentato un piano di intervento approvato da tutte le Amministrazioni del bacino idrografico, con il quale si invita a ridurre i consumi idrici per evitare inquinamenti delle falde profonde con conseguenti rischi per la salute pubblica.

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La carta fedeltà della Farmacia comunale

A partire dal prossimo maggio i cittadini che utilizzano la Farmacia Comunale riceveranno una "Fidelity card", con la quale ottenere sconti e promozioni per prodotti diversi dai medicinali e servizi: omeopatia, erboristeria e dermocosmesi, alimentazione ed igiene del bambino, prodotti dietetici, autoanalisi del sangue e delle urine.
La "Carta", del formato di un bancomat, verrà distribuita gratuitamente e sarà anonima. Dotata di una banda magnetica sarà "caricata" periodicamente dalla Farmacia con una cifra, per esempio 200 euro. Una volta che essa sarà spesa completamente (spese che saranno registrate in Farmacia da un "lettore" elettronico) al portatore della Carta spetterà una percentuale gratuita del 15 % (nel caso in esempio, 30 euro) in prodotti e/o servizi, scelti tra quelli oggetto della promozione.
Questa iniziativa è un servizio concreto con cui la Farmacia Comunale vuole proseguire un rapporto positivo con i cittadini che vi si rivolgono, aumentando la qualità delle sue prestazioni., qualità già riconosciuta in un sondaggio effettuato lo scorso luglio.

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Gruppo Consiliare Alternativa

È dal 1994 che il Parco di Rimigliano ha cominciato ad essere minacciato dalla speculazione.
Prima l’Amministrazione Comunale ha fatto scadere il Piano Particolareggiato di tutela senza più rinnovarlo, poi ha inventato una strana operazione con una certa società Ecodomus, nata e morta nel giro di pochi giorni, che avrebbe dovuto gestire il Parco e procurare finanziamenti europei, non si sa come; in seguito furono stralciate dal perimetro del Parco le famose Aree di Programma, ovvero 5 parti significative di quel territorio, con una variante al Piano regolatore in pieno agosto del ’97, poche settimane prima di cominciare a progettare il nuovo Piano Strutturale, chissà perché. Nelle fasi di elaborazione del Piano strutturale lo scontro sull’albergone da 50.000 metri cubi (oggi, come in un gioco di prestigio, ne sono saltati fuori altri 9.000) interessò vari soggetti.
A sostegno dell’opposizione promossa ed organizzata da Alternativa per San Vincenzo si schierarono tutte le associazioni ambientaliste nazionali con i loro vertici, il Presidente della Parchi S.p.A architetto Carmilla, l’architetto Massimo Zucconi, oggi felicemente Presidente della stessa Società, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, intellettuali, docenti universitari, studiosi di calibro, l’architetto prof. Italo Insolera, esponenti di spicco dell’allora PDS e della CGIL, verdi, socialisti e via discorrendo, oltre all’assessore all’ambiente della Provincia Paola Reggiani. Fino allo scontro personale durissimo tra il presidente della Provincia e il Sindaco.
Improvvisamente, con un capovolgimento inaspettato quanto misterioso, i sindaci della Val di Cornia firmarono un accordo tra loro, grazie al quale il Comune di San Vincenzo avrebbe potuto procedere su Rimigliano nel modo che oggi tutti vedono. Probabilmente l’impegno reciproco dei Sindaci mirava a non intromettersi nelle scelte altrui, perché ciascuno potesse fare ciò che voleva in casa propria, indisturbato, alla faccia della tanto sbandierata sovracomunalità: così è stato. Altre ragioni, se ci sono, noi non le vediamo.
Sul piano normativo la legge regionale sull’urbanistica porta la responsabilità di questo disastro avendo dimostrato, con i fatti, che il controllo democratico sulle scelte amministrative è talmente inconsistente da permettere a qualsiasi Sindaco, anche di un Comune piccolissimo, di realizzare un progetto, sia pure il più sciagurato, senza trovare ostacoli in organi istituzionali di garanzia a livello provinciale, regionale né statale. Queste sono le forme di degenerazione raggiunte dal cosiddetto decentramento amministrativo che trovano tanto favore nei due principali schieramenti politici nazionali. Chi dice di no, dica anche chi ha potuto bloccare la decisione dell’Amministrazione sanvincenzina, che pure tutti a parole contestano.
Abbiamo voluto ricordare i passaggi salienti della storia soprattutto per chi, ora, grida allo scandalo ma, negli anni passati, si è ben guardato dall’intervenire, per amore di partito o per calcolo opportunistico, o addirittura ha aiutato Roventini e i suoi, dando loro copertura politica e appoggio elettorale; verrebbe da chiedere a certi personaggi dov’erano e cosa hanno fatto in tutto questo tempo e, soprattutto, perché si svegliano sempre troppo tardi.
Quattro precisazioni sono inoltre necessarie, per chiarire meglio i contorni dell’operazione: 1) la Soprintendenza per i Beni ambientali architettonici artistici e storici di Pisa, in data 5 ottobre 1998, ha definito incompatibili con l’ambiente di Rimigliano "qualsiasi tipo di opere edificatrici ed infrastrutturali". Questo divieto non va dimenticato, e ci auguriamo che qualcuno lo faccia valere.
2) Solo l’accordo col privato garantirebbe l’apertura al pubblico di alcuni percorsi all’interno della Tenuta: si tratta di una grande bufala. Infatti dal 1998 esiste la legge regionale n.17 che rende possibile l’attraversamento di Rimigliano con la semplice richiesta del Comune alla Regione di inserire le strade interessate nella Rete Escursionistica Toscana. Nella legge si fa esplicito riferimento alla viabilità ad uso privato e si indicano gli strumenti e le procedure, semplicissime, atte a rimuovere eventuali ostacoli alla percorribilità derivanti da questa condizione. Far passare, dunque, l’operazione "albergone" come uno scambio vantaggioso è una manovra inqualificabile, proprio alla luce di una legge vigente che aprirebbe tutti i cancelli, anche quelli della tenuta di Rimigliano. Basterebbe usare la legge che c’è per assicurarsi il diritto di passeggiare liberamente, anziché montare complicate e devastanti operazioni urbanistiche di cui spetta ai cittadini la facile identificazione dei veri beneficiari.
3) L’art. 4, comma 4, dello schema di convenzione tra il Comune e la Rimigliano s.r.l. riserva a quest’ultima un diritto di passaggio sulle aree della fascia a mare acquisite alla proprietà pubblica. Perché un diritto di passaggio riservato a un privato su una proprietà pubblica aperta al pubblico, in cui chiunque può passare? Si intende forse un diritto esclusivo e riservato?
4) Infine, a lungo l’Amministrazione ha detto che il piano in questione era l’unico che potesse "salvare" l’unità della Tenuta, contro possibili frazionamenti. Obiettivo fallito, perché all’art. 3, comma 3, della convenzione si precisa che il mantenimento dell’unità fondiaria non impedirà i frazionamenti, ma solo la possibilità di recintare o porre ostacoli al suo interno.

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Gruppo Consiliare I Democratici

Rimigliano, il Consiglio Comunale ha approvato l’adozione del Piano Attuativo dell’Albergo che prevede, oltre alla realizzazione di un hotel della superficie di un ettaro e mezzo, un Centro Congressi di 3000 metri quadri, come opera pubblica a scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria dovuti per la costruzione dell’Albergo. Ho votato contro questa adozione, perché il suo impatto ambientale è enorme e devastante per il territorio e perché non ritengo giusto che i cittadini di San Vincenzo investano i loro soldi (quelli delle opere di urbanizzazione e quelli che dovrebbero derivare dall’Ici , oltre due miliardi di vecchie lire) in un’opera pubblica che dovrà essere data in gestione per molti anni al gruppo Tanzi.
Questo regalo a Tanzi mentre a tutti i possessori di reddito l’aliquota Irpef, di competenza comunale, è stata portata al massimo possibile, con un introito inferiore a 600 milioni. Ritengo sia giusto tener presente che, come dice Loriano Tosi segretario CGIL, le maxi-strutture "attuano politiche ricettive che (racchiudono, al proprio interno, tutti i servizi di cui il turista ha bisogno) tendono a scoraggiarlo dall’andare a spendere all’esterno", per cui non esistono praticamente benefici al territorio, ma solo oneri. Diverso sarebbe il discorso se si fosse autorizzato una ricettività di tipo "agriturismo" o, per pari volumi, si fossero permesse diverse piccole e medie strutture ricettive. Nell’ultimo caso avremmo avuto tanti nuovi imprenditori, che sarebbero vissuti con la famiglia a San Vincenzo che invece continua a spopolarsi. Per ragioni di spazio, non Vi posso informare sulle risposte avute alle interrogazioni sul porto, sui progetti edilizi e sull’Irpef , ma posso solo accennare al fatto che ritengo sia sbagliato legare alla realizzazione dell’albergo (che sarà decisa esclusivamente dal privato nei tempi e modi che riterrà opportuno) il recupero, la fito-depurazione e l’utilizzo in agricoltura dell’acqua del depuratore di Guardamare, opera che farebbe togliere il divieto di balneazione alla foce del Fosso Botro ai Marmi.
Il Comune ha la possibilità e i mezzi per farla in proprio, visto che, tra l’altro, verrà realizzata in terreni esterni alla Tenuta di Rimigliano, per cui è urgente porla in cantiere senza ulteriori indugi.

Franco Guidoni

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Gruppo Consiliare Indipendente

Uno dei provvedimenti più importanti che il Consiglio Comunale ha discusso negli ultimi tempi é stato quello relativo al piano attuativo della testata delle attrezzature e dei servizi di Rimigliano.Il sottoscritto ha votato favorevolmente alla sua adozione perché ritengo che esso porti benefici in almeno tre direzioni. Da un lato la costruzione della struttura ricettiva porterà indubbi vantaggi per lo sviluppo turistico di San Vincenzo perché doterà il nostro paese di una nuova e qualificata realtà turistico-ricettiva. Una struttura di qualità non presente sul nostro territorio, che va ad integrarsi con altre di diverso tipo, alcune delle quali esistenti da tempo (residence, alberghi, multiproprietà, agriturismo), altre in via di definizione proprio in questo periodo (campeggi di San Carlo e del Masseto) in un sistema di offerta diversificata che sta alla base dei futuri processi turistici. Dall'altro lato i residenti avranno la possibilità di usufruire di nuovi spazi quali la pineta di Rimigliano (125 ettari), il viale dei Cavalleggeri e 41 ettari di bosco lato mare, tutte zone che attualmente non sono accessibili al pubblico. Oltre a questo, nel complesso di tutto il progetto é prevista sia la realizzazione di un impianto di fitodepurazione, che permetterà di risolvere l'annoso problema degli scarichi a mare del fosso Botro ai Marmi che provocano un divieto permanente di balneazione, sia la costruzione di un'area palustre da attrezzare come rifugio faunistico o comunque la realizzazione di un'area naturalistica. E' proprio questa triade di benefici (turismo-cittadinanza-ambiente) che rende il progetto valido e condivisibile. Sono stato eletto consigliere comunale per fare il bene del mio paese e credo onestamente di aver fatto il bene di San Vincenzo votando favorevolmente a questo piano e nei prossimi passaggi in Consiglio Comunale lo sosterrò con forza e convinzione.

Fabio Camerini

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Gruppo Consiliare Forza Italia

Alcune considerazioni sugli eventi dell’ultimo trimestre.

A fine dicembre è stato approvato (col nostro voto contrario) il bilancio di previsione 2002 e abbiamo preso atto della scelta di aumentare l’imposizione fiscale a livello locale e dell’impegno a proseguire una politica di investimenti in opere di dubbio interesse per la comunità.
Opere veramente importanti (accesso al nuovo porto, collegamento con la frazione di San Carlo) non sono state neppure prese in considerazione per il triennio 2002-2004.
La nostra proposta di programmare l’alienazione di strutture pubbliche non indispensabili, invece di suscitare dibattito, è stata ignorata.
Da gennaio si discute del Piano Attuativo della testata di Rimigliano. Anche stavolta, un fatto positivo come quello della creazione di un nuovo centro alberghiero verrà inquinato da scelte errate. Il Comune infatti si appresta a rinunciare agli introiti sicuri derivanti dalla realizzazione dell’opera per ottenere la realizzazione di un Centro Congressi il cui utilizzo a fini pubblici sarà trascurabile.
Sono iniziati i lavori di sistemazione di via Matteotti. Ci auguriamo che gli esercenti delle attività commerciali ubicate su tale via si chiedano se il nuovo assetto sia rispettoso delle loro primarie esigenze e ne traggano le debite conseguenze.
Noi, continuiamo a chiederci se l’apposizione di barriere fisse in corrispondenza della mezzeria di ordinarie vie di circolazione non rappresenti un fatto negativo oltre che per i servizi alle attività commerciali, per il transito di mezzi di soccorso, per l’eventualità di incidenti ai mezzi di transito etc.
Dulcis in fundo, restiamo in attesa di sapere se il progetto del nuovo porto sarà degno di approvazione da parte della Regione. Se così non fosse la cittadinanza sarebbe stata tradita nelle sue aspettative dopo aver pagato attività di progettazione inutili perché inadeguate.

Paolo Foti
Leonardo Favilli

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Gruppo Consiliare Insieme per San Vincenzo

Il dibattito che si è aperto sul piano attuativo di Rimigliano è un aspetto che non può e non deve essere trascurato e credo che questo sia lo spazio più opportuno, sicuramente rispetto ad altri, per soffermassi e riflettere in modo costruttivo, insieme ai cittadini, sui contenuti e gli obiettivi che l’Amministrazione comunale si è prefissato e vuole raggiungere in questa fase pianificatoria.
Credo che un’Amministrazione serie e responsabile debba operare tenendo presente un unico fine quello cioè di operare affinché le proprie scelte siano dirette in modo univoco, ma nel rispetto di uno sviluppo sostenibile, al raggiungimento di benefici concreti per i cittadini, tutti , del proprio comune. "una città buona da viverci" è quella dove si raggiunge, con un programmazione ponderata un giusto equilibrio tra salvaguardia dell’ambiente ed uno sviluppo turistico che possa innescare una crescita economica indotta nella piena consapevolezza di come sia preziosa la risposta ambientale per il nostro territorio. Ad un ambiente lasciato a se stesso degradato e non fruibile, abbiamo preferito un territorio in cui la maggior tutela possibile potesse coniugarsi con una visione dello sviluppo che non può essere che turistico.
Lo slogan "Rimigliano a porte aperte ", come sintesi delle linee politiche di programmazione, non è rimasto tale ma è stato concretizzato in idonei strumenti tecnici operativi.Ai no ed alle sterili polemiche delle opposizioni, credo che saranno i fatti a rispondere ma forse è opportuno, anche per sgombrare il campo da informazioni distorte e forse volutamente tali, fare alcune precisazioni.
Forse pochi sanno che la pineta a mare del Parco di Rimigliano è per la maggior parte di priorità privata quindi, con grande stupore cittadino, ma in piena legittimità della priorità stessa , ogni accesso potrebbe essere chiuso. Bene la convenzione che è stata adottata, e tanto criticata, renderà di proprietà pubblica ciò che a tutt’oggi non è.
E permettetemi… non mi sembra cosa da poco!!!
Ma ancora, si acquisirà ad uso pubblico i 150 ettari di bosco della tenuta, quella fascia della parte a monte di cui molti non conoscono neppure l’esistenza.
Il bellissimo viale alberato dei Cavalleggeri sarà pubblico e la tenuta accessibile, rivitalizzata dalle colture e da una zona a verde come completamento della ricostruzione ambientale di una zona rimasta isolata e degradata.
Poi un albergo, un palacongressi.
Ma queste opere non sono certamente a voi sconosciute, anzi.
Al riguardo, riflettiamo insieme sulle concrete possibilità di lavoro che avranno i nostri giovani ed all’ulteriore prospettiva turistica che si apre per il nostro territorio.

Kety Pini

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