| Le
elezioni per il Difensore Civico
Il prossimo 9
giugno i cittadini di San Vincenzo saranno chiamati a votare per rinnovare
due importanti "istituti" di partecipazione: il Difensore
Civico e il Consiglio di Frazione di San Carlo.
Si tratta di
organismi che, in modi diversi, mirano ad affrontare e risolvere i
problemi che i cittadini
incontrano con
il Comune e le istituzioni.
Infatti
il Difensore Civico interviene sui problemi: "riceve e segnala all’Amministrazione
Comunale le proteste in relazione ad abusi, disfunzioni, carenze e
ritardi ed ogni altro disservizio imputabile sia ai dipendenti che
agli organi comunali" (art.33 dello Statuto Comunale di San Vincenzo).
Il
Consiglio di Frazione di San Carlo ha invece una funzione più "preventiva" rispetto
ai problemi. Esso è stato istituito con "lo scopo di favorire
la conoscenza e la partecipazione dei cittadini…su qualsiasi questione
che interessi il territorio della frazione. Avanza proposte per migliorare
la qualità e la gestione dei servizi comunali operanti localmente" (artt.
1 e 2 del Regolamento del Consiglio di Frazione di San Carlo).
Per il Difensore
Civico si tratta della seconda elezione, mentre il Consiglio di Frazione
viene eletto per la terza volta.
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| Come si elegge il
Difensore Civico
Chi lo elegge
Tutti i cittadini
iscritti nelle liste elettorali del Comune.
Come si vota
Esibendo
il "tesserino
elettorale" già in possesso degli elettori,
esprimendo una preferenza, scrivendo sulla scheda
nome e cognome.
Requisiti per
l’elezione (artt. 5 e 16 del Regolamento)
- iscrizione
nelle liste elettorali del Comune;
- età non inferiore
a 25 e non superiore a 70 anni;
- diploma scuola
media superiore;
- indipendenza,
capacità e prestigio;
- conoscenza
del funzionamento della Pubblica Amministrazione;
È proclamato
Difensore Civico il candidato che ottiene il
maggior numero di voti; a parità di voti il più anziano. Durata in
carica e indennità
Il Difensore
Civico
dura in carica 5 anni, non può essere eletto per
più di 2 volte. Gli viene assegnata un’indennità pari
a quella prevista per gli assessori comunali.
Funzioni
e Attività
Esercita le sue
funzioni di garante dell’imparzialità e
del buon andamento del Comune, in modo indipendente
e autonomo dagli organi elettivi e burocratici
del Comune.
Ha accesso agli
atti e documenti del Comune come i
Consiglieri Comunali.Può convocare
il responsabile dell’ufficio/servizio per avere
informazioni relative alle segnalazioni dei cittadini.
In merito può richiedere relazione scritta.
Le sue richieste
di documenti e notizie devono essere soddisfatte
entro 15 giorni; entro i successivi 30 gg. deve
dare risposta ai cittadini.
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| I 4 candidati
a Difensore Civico
Due donne e due
uomini si contenderanno il prossimo 9 giugno la carica di Difensore
Civico di San Vincenzo. Ecco, in breve, una prima presentazione delle
candidate e dei candidati, tutti residenti a San Vincenzo.
Dott. Massimiliano
Mannucci, 30 anni, nato a Campiglia Marittima. Diploma di
Ragioniere e Laurea in Scienze Politiche. Ha maturato esperienze
nel settore turistico, della Pubblica Amministrazione
Dott. Antonio
Baldanzini, 55 anni, nato a Lastra a Signa (FI). Laureato
in Sociologia. Nominato Segretario Comunale dal novembre 1978. Attualmente
svolge le funzioni di Segretario Generale nel
Comune di Campo dell’Elba.
Dott.ssa Elisa
Cecchini, 30 anni, nata a Pisa. Diploma di maturità classica
e Laurea in Giurisprudenza. Iscritta all’Ordine degli Avvocati dal
1999, svolge la professione a San Vincenzo e Cecina.
Dott.ssa Delia
Del Carlo, 33 anni, nata a San Vincenzo. Diploma di maturità scientifica
e Laurea in Giurisprudenza, svolge la libera professione di Praticante
con patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Livorno
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Un
impegno per San Carlo.
Intervista
a Valter Cappelli presidente Uscente
Il prossimo 9
giugno i cittadini residenti nella frazione di San Carlo saranno chiamati
a votare per rinnovare i componenti del Consiglio di Frazione.
Il
Consiglio in scadenza è stato eletto nel 1997, presidente uscente è il
signor Walter Cappelli.
A lui abbiamo
chiesto di fare un bilancio di questa esperienza.
"Lo
faccio volentieri, soprattutto per dare un contributo a coloro che
prenderanno
il nostro posto"
Perché, non
si ricandida?
"No, e per
quel che ne so, lo stesso faranno gli altri componenti in scadenza."
E’ rimasto
deluso?
"Al contrario,
proprio perché è stato un impegno utile e interessante, vorrei che
anche ad altri fosse data la stessa possibilità che è stata offerta
a me. Sono convinto che in ogni incarico pubblico, dopo un certo numero
di anni, vi debba essere un ricambio."
Allora
un po’ di
stanchezza?
"Come per
ogni esperienza all’inizio c’è entusiasmo e voglia di fare, con nuove
idee. Ora, dopo 5 anni, c’è bisogno di persone che proseguano l’attività del
Consiglio e al tempo stesso portino altri progetti."
Come sono stati
i rapporti con il Comune?
"Complessivamente
positivi, con qualche problema, come è naturale che sia. Se poi avessi
sempre trovato nell’Amministrazione Comunale lo stesso entusiasmo iniziale,
forse si poteva fare qualche cosa di più."
E con i cittadini?
"Credo che
le cose siano andate bene anche qui. Il C. di F. è diventato un punto
di riferimento, anche fisicamente, con una propria sede. Un servizio
che non ha ottenuto successo è stato lo sportello
dell’URP,
aperto una volta alla settimana. Ma forse dipende dal fatto che San
Vincenzo è un piccolo centro, e in fondo almeno una volta al giorno
tutti si scende in paese e si può arrivare in Comune."
San
Carlo è "nato" con
la Solvay. Come sono oggi i rapporti con l’azienda?
"Il
C. di F: ha trovato sempre collaborazione. Voglio ricordare la pulizia
della
vecchia pineta, la ripiantumazione dei 40 pini abbattuti dal fortunale
di qualche anno fa, fino al sostegno ad alcune manifestazioni."
Torniamo
alle cose fatte…
"Siamo stati
coinvolti su molte opere pubbliche, pensiamo alla sistemazione della
piazza, all’illuminazione, al percorso trekking "il corbezzolo",
al mercato della domenica, ecc. Ci sarebbe piaciuto esserlo stati anche
su grandi progetti, come quello del campeggio e dell’Asilo. Nei
primi 2 anni siamo stati più coinvolti. Comunque sono convinto che il futuro della
Frazione sia quello intrapreso: il turismo, ci piacerebbe diventare
la "Bolgheri" di San Vincenzo."
Consigli
per chi verrà?
"A San Carlo
va migliorata la qualità dell’esistente, non occorre più quantità;
solo per il verde pubblico c’è una questione di quantità da aumentare,
attrezzandolo con percorsi e giardini che rendano
piacevole la sosta. La stessa viabilità va nettamente migliorata, ma senza nuove
strade. Mi auguro che il nuovo Consiglio venga coinvolto nella discussione
sul rinnovo della concessione per la cava, a cui legare un adeguato
ripristino ambientale e magari, perché no, alla disponibilità all’uso
pubblico della pineta Solvay. Poi c’è il Velodromo, da utilizzare meglio,
non solo per le iniziative sportive; questo aumenterebbe l’attrattività di
San Carlo, come anche la creazione di un Museo del Minerale e del Lavoro
in Cava, che veda il coinvolgimento del Comune e della Solvay, passando
per il CRAL."
Non sembra certo
un Presidente in scadenza…
"No, no.
Anzi approfitto di quest’intervista per ringraziare tutti: il Sindaco,
gli Uffici comunali, la Solvay, i cittadini, per la collaborazione
che ci hanno dato. E auguri ai prossimi Consiglieri. A proposito, invito
tutti a votare e spero che vi siano molti candidati per un buon futuro
di San Carlo e per il nostro Comune."
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| San Carlo.
Chi elegge il Consiglio di Frazione
Chi lo elegge
Tutti i cittadini
iscritti nelle liste elettorali della sezione della Frazione.
Come si vota
Esibendo
il "tesserino
elettorale" già in possesso degli elettori, esprimendo una preferenza,
scrivendo sulla scheda nome e cognome.
Chi
può essere
eletto
Gli elettori
residenti a San Carlo (art. 1 del Reg.). I candidati vengono inseriti
in ordine alfabetico in un’unica lista, senza limitazione numerica.
I candidati devono essere almeno 8. Sono
eletti i candidati che ottengono il maggior numero di voti, tra questi è eletto
Presidente quello con più voti in assoluto.
Composizione
È composto
dal Presidente e da 4 consiglieri.
Durata in carica
Il C.di F. dura
in carica 5 anni.
Funzioni e
Attività
Il C. di F. può proporre
atti deliberativi all’approvazione del Consiglio Comunale, purché approvati
dai 4/5 dei suoi componenti. Promuove e attua, in tutte le forme possibili,
un’informazione completa che
favorisca la conoscenza della cittadinanza dei diversi problemi della
Frazione. Avanza proposte
per interventi migliorativi dei servizi comunali.
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La
Palamita e ... San Vincenzo. Cos’è e
perché "La Palamita" e San Vincenzo
di Giancarlo
Querci
Responsabile
della U.O. Comunicazione Esterna e Sviluppo Economico
Tutti ormai sanno
che non è più possibile attendere il turista, puntando sulla presunta
risonanza di una località, ma lo si deve cercare, invogliare, intercettare
ed è fondamentale mettere in piedi forme di collaborazione tra più istituzioni,
più territori, più operatori, se si vuole sperare di avere voce nell’affollato
mercato del turismo.
Questo lavoro
poi non avrebbe successo se non fosse accompagnato da un costante miglioramento
della qualità dei servizi pubblici e privati, dalla crescita professionale
degli operatori, dalla salvaguardia delle risorse ambientali, dalla
valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali.
Un
lavoro complesso e imponente che tra l’altro deve assolutamente evitare incoerenze tra
la realtà del paese e i contenuti della promozione e l’immagine che
si è creata.
Un lavoro che
non può prescindere dal coinvolgimento degli operatori, turistici e
non, per realizzare una adeguata accoglienza degli ospiti e accrescerne
la soddisfazione.
In questo quadro, è necessario
che il Comune assolva in pieno al proprio ruolo, per favorire lo sviluppo
della cultura dell’accoglienza tra i cittadini facendo in modo che
sia superata ogni residua resistenza al fatto – ormai ampiamente provato
- che i benefici della presenza turistica, connessa alla veicolazione
di una immagine positiva del paese, ricadono sull’intero sistema economico
locale e non solo su alcuni.
E non è neppure
pensabile ormai ragionare di turismo, di ricettività, di tempo libero,
senza tenere di conto di una evoluzione che in questi anni ha profondamente
mutato il modo con il quale si cerca una meta e poi sul territorio
ci si muove, ricercando cose anche semplici, ma belle, genuine, sane. È questo
un fenomeno forse da noi inizialmente subito avendo una vocazione turistica "relativamente" recente
e "schiacciata" sul mare, ma in realtà ormai guidato dai
diversi soggetti che operano nell’ambito di un settore che non è dell’economia,
ma fa parte della vita di persone che non godono più della vacanza
e del tempo libero come solo pochi anni fa, proprio perché non sono
più nemmeno le stesse persone.
La
manifestazione enogastronomica La Palamita e San Vincenzo cerca di
dare coerenza e
applicazione pratica a questi ragionamenti per gli effetti che crea
nell’immagine di San Vincenzo che viene esportata (l’anno scorso su
mass media nazionali di primaria importanza) e per una concreta attività di
coinvolgimento e valorizzazione di risorse umane, culturali e di produzioni
agricole, che – da noi – non potevano però prescindere dal mare.
Un’attenta lettura
dei programmi delle prime due edizioni e forse ancora di più di quello
del 2002, può essere la miglior rappresentazione di quelle intenzioni,
che un ulteriore dilungarsi.
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Programma
della manifestazione
Venerdi
17 Maggio ore 20.00
Presentazione
della manifestazione -
Incontro con
giornalisti al Gambero Rosso di Fulvio Pierangelini. (riservato)
Sabato
18 Maggio ore 10.30
Piazza F.lli
Serini sul Porto "Lezioni di pesce crudo. Sushi, marinate & co." Come
utilizzare il pesce azzurro in casa, con divertimento e intelligenza.
Storie, culture, esperienze a confronto, Fulvio Pierangelini, chef
del Gambero Rosso di San Vincenzo; Giovanna Bellagotti dello Zanzibar
di San Vincenzo e Nanako Ha-maguchi, lady del sushi, insieme per parlare
e lavorare intorno al pesce azzurro: pratica e conoscenza di cultura
materiale
ore 16,30
Palazzo della
Cultura - Presentazione del libro di Vinicio Biagi "Cronache
di mare - San Vincenzo e la pesca del pesce azzurro", con
Aldo Santini giornalista esperto di enogastronomia e curatore della
prefazione.
Domenica
19 Maggio ore 16,00
Piazza Osvaldo
Mischi. Laboratorio del gusto a cura di Arci Gola Slow Food.
Abbinamento di vini della Costa degli Etruschi con piatti a base di
palamita e pesce azzurro proposti dai ristoranti di San
Vincenzo
ore 18,00
Consegna
della bandiera della Associazione Nazionale Città dell’Olio al Comune
di San Vincenzo. Stands con
esposizione e vendita di prodotti agricoli tipici locali con particolare
presentazione
dell’olio extravergine di oliva e di pesce azzurro fresco.
Durante il periodo
della manifestazione e nei giorni successivi, i ristoranti che aderiranno
proporranno
un menù e una carta dei vini e dell’olio particolari, legati ai temi proposti.
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I
ristoranti che aderiscono
I ristoranti
che propongono menù collegati alla manifestazione nei week-end 17-19
e 24-26 maggio
2002:
La
Barcaccina Via
Tridentina, 1 0565.701911
Blue
Marlin Via della Principessa, 137 0565.701174
L’Etrusco Via
Umbria, 1 0565.701607
Mum
and Dad Via V. Emanuele II, 141 0565.702233
La
Perla Via della Meloria 0565.702113
Mum
and Dad 2 Via dei Cavalleggeri 0565.705408
Il Mulinaccio Via
delle Caldanelle, 2 0565.701556
Con tutti i menù saranno
consigliati i vini delle tre D.O.C. della Costa degli Etruschi. |
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La
qualità non si inventa
di Fabio
Di Bonito Assessore Sviluppo
Economico
San Vincenzo:
una città buona da viverci.
Su questo "sogno" ci
siamo presentati ai cittadini tre anni fa, e voi ci avete detto "sogniamo
insieme, facciamolo diventare realtà".
San
Vincenzo Città del Vino, Città dell’Olio, CittàSlow: impegni che abbiamo assunto,
avviati dal riconoscimento di aspetti positivi del nostro sviluppo
economico e civile, che ora richiedono un costante aggiornamento, e
adeguamento. Insomma traguardi raggiunti e al tempo stesso spostati
più in avanti, verso la migliore qualità, mai data una volta per tutte.
Il turismo è la nostra principale fonte di economia e lavoro. Esso è però il
risultato di una situazione ambientale di grande pregio, dalla spiaggia
al Parco di Rimigliano, alle colline che circondano il nostro Comune.
Il Turismo va costantemente riqualificato. Da qui nasce un Piano strutturale
che prevede poche ma significative nuove strutture di grande qualità ,
ma soprattutto punta a stimolare il passaggio dalle seconde case (offerte
turistiche di scarsa qualità) a strutture turistiche ricettive, così da
riqualificare l’accoglienza , ampliare la ricettività e, quindi, creare
anche nuove opportunità occupazionali adeguate.
È poi il caso
di ricordare il "Piano della Spiaggia", con le ampie possibilità di
ristrutturazione degli stabilimenti e la realizzazione di nuovi.
Anche
il miglioramento dei servizi e delle strutture pubbliche rende migliore
la vita per
i residenti e gli ospiti. I nostri piani di "opere pubbliche" possono
apparire ambiziosi, ma sono necessari e, cosa più importante, in fase
di realizzazione. La netta riqualificazione di via Matteotti, da via
di transito a strada interna al
Paese dove le attività commerciali possano svilupparsi e migliorare;
il recupero della Torre che diverrà luogo della memoria culturale e
di eventi di alto livello, l’ampliamento della Biblioteca Comunale,
con la chiusura dei porticati, farà aumentare in quantità e qualità i
servizi culturali offerti dal Comune,
la progettazione al termine della Sala della Città (2003). Un’altra "tappa" del
buon vivere a San Vincenzo sarà la realizzazione della seconda Isola
Ecologica per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, necessaria
visto il successo di quella esistente e gli obiettivi che ci indica
la legge. Stiamo poi andando alla soluzione di un problema che puntualmente
si ripropone durante la stagione estiva: l’accoglienza dei cani nel
centro urbano. Saranno introdotti i distributori di palette e raccoglitori
dei "regalini" dei nostri amici. Questo ci permetterà di
definire in tempi rapidi il Regolamento per consentire l’accesso degli
amici a quattro zampe in alcune zone del centro.
Tutto
questo, e molto ho tralasciato, avrà però un senso se ad esso si affiancherà con
altrettanti convinzione, l’impegno del "privato", che deve
saper cogliere le opportunità create dalle condizioni che l’Amministrazione
Comunale sta determinando.
Dei segnali
positivi si stanno già vedendo. Sono diversi gli imprenditori che stanno investendo
nella qualità, penso allo studio commercialista di Alessandro Pacchini
che ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9002. Ci auguriamo
che siano da stimolo ai loro colleghi. Certamente lo sono a noi, nel
proseguire nella strada per San Vincenzo…una città buona da viverci.
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Che
cos'è la Certificazione di Qualità
Quella ottenuta
dallo Studio Pacchini è una certificazione derivante da una normativa
mondiale. Ve ne sono numerose, a seconda del tipo e del settore in
cui opera l’azienda, i cui standard vengono periodicamente aggiornati.
Nel nostro caso la sigla della Certificazione è UNI
EN ISO 9001/2000.
Per ottenerla
occorre che l’azienda rispetti, sin nei minimi particolari, le norme
indicate da uno specifico Manuale della qualità, dai processi operativi
completi di check list e che si sottoponga a verifiche e controlli periodici
da parte dell’Ente che rilascia il Certificato (TÜV). "Abbiamo impiegato
oltre due anni per arrivare ad adeguare il nostro modo di lavorare
alle norme ISO – ci dice il ragionier Pacchini – e ci siamo arrivati
il 4 dicembre del 2001 primi nella provincia di Livorno e tra i primi
in Italia.
Ogni problema
che può insorgere viene affrontato da Gruppi di Miglioramento, se ne
segue l’evoluzione, fino a che non si individua la soluzione migliore
per prevenirne il ripetersi. Abbiamo capito che occorre cambiare mentalità,
in particolare nell’ affrontare gli errori: da essi si parte per fare
qualcosa di meglio la volta successiva.
Insomma,
gli errori come risorsa! Tutto ciò trova il cliente come soggetto finale
che deve godere di questo processo innovativo, ricevendone un prodotto/servizio
certo e di qualità.
Per noi – conclude
il rag. Pacchini – è stato un investimento vero e proprio con la formazione
del personale, la ristrutturazione dell’intero archivio e del software,
una diversa organizzazione del lavoro a partire dal rigoroso rispetto
di tutte le leggi e norme esistenti: sicurezza, contratti di lavoro,
codice deontologico. Ovviamente tutto ciò è stato possibile grazie
al forte impegno e alla collaborazione di tutti i dipendenti e collaboratori".
Insomma
un investimento iniziale per conseguire poi un buon ritorno d’immagine.
Tutto da mantenere, ovviamente, costante nel tempo.
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Il
Comune è entrato a far parte della rete delle cittaslow
San Vincenzo è entrato
a tutti gli effetti nella rete internazionale delle Cittàslow. Il 9
marzo scorso, infatti il Comitato di Coordinamento dell’Associazione,
riunito ad Orvieto, ha certificato "Slow" 18 città italiane,
tra cui San Vincenzo. Il Consiglio Comunale di San Vincenzo decise
di attivare il percorso per acquisire la Qualificazione Cittàslow nel
febbraio dello scorso anno.
Da allora
gli uffici comunali (URP e Ufficio Tecnico) hanno raccolto atti, documenti
e notizie utili, che sono stati sottoposti ad una verifica da parte
dell’Associazione.
Nel lavoro di
documentazione il Comune ha indicato i requisiti già posseduti (qualità mense
scolastiche, ospitalità, informazioni turistiche, parchi e giardini,
iniziative culturali, servizi sanitari e sociali, ecc.), i requisiti
da migliorare (raccolta differenziata rifiuti, risparmio energetico
e idrico,…) e i requisiti da realizzare ex novo (abbattimento inquinamento
acustico, bioedilizia, partecipazione Agenda 21…). L’impegno è quello
di aumentare l'attenzione e la sensibilità a comportamenti socialmente
ed ecologicamente più consapevoli, attraverso un continuo monitoraggio
e adeguamento delle azioni del Comune, degli operatori economici, dei
cittadini, anche al fine di valorizzare il territorio.
Gli
impegni futuri del Comune di San Vincenzo "Cittaslow" riguarderanno la politica
ambientale, le nuove tecnologie per la qualità urbana, la valorizzazione
delle produzioni locali, l’ospitalità e il rispetto degli impegni.
Il percorso avviato ha raggiunto il primo successo, un riconoscimento
che però è solo il passo iniziale di un lavoro che vedrà coinvolti,
nel tempo, l’Amministrazione Comunale, gli operatori e i cittadini
tutti.
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Cos'è Cittaslow?
Cosa è il movimento
delle Cittaslow?
Il movimento
Cittaslow è stato fondato con lo scopo di perseguire obiettivi comuni
tra cittadini e Amministratori e Amministratori di varie città, per
migliorare la qualità dell’accoglienza, dei servizi, del tessuto
urbano, dell’ambiente, della buona tavola e del "buon vivere". "Buon
vivere " per disporre di soluzioni e servizi che permettono
ai cittadini di fruire in modo facile, semplice e godibile
della propria città.
Chi sono gli
ideatori del movimento?
Gli ideatori
ed i promotori di questa iniziativa sono stati nel 1998, quattro Sindaci
italiani dei comuni di Bra, Greve in Chianti, Orvieto e Positano.Fino
ad oggi ottanta Sindaci hanno aderito all’iniziativa e sono stati inseriti
nell’elenco delle città candidate alla qualificazione necessaria per
far parte della rete.
Come si diventa
Cittaslow?
Possono aderire
all’associazione tutte le città italiane e straniere che di norma non
abbiano più di 50mila abitanti e che non siano capoluoghi di provincia
o di regione. Le Amministrazioni che aderiscono alla rete internazionale
delle Cittaslow sottoscrivono una serie di impegni il cui rispetto
viene verificato periodicamente.
Come si mantiene
lo status di Cittaslow?
Il titolo
ha una durata triennale e il suo mantenimento è vincolato al persistere
nel tempo dei requisiti di riferimento e al rispetto degli impegni
che l’Amministrazione ha preso al momento della richiesta della certificazione è entrato
a fare parte della rete delle Cittaslow
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| Corale
Città di San Vincenzo
La Corale Città di
San Vincenzo nell’anno 2001 ha partecipato alla vita culturale della
Cittadina in modo assiduo e ci auguriamo gradito da coloro che ci hanno
ascoltato. Ci siamo presentati in pubblico ben diciotto volte esibendoci,
oltre che a San Vincenzo, anche a Campiglia Marittima, Sassetta, Montescudaio
e Piombino.
Fra tutti vorremmo
ricordare il Concerto tenuto al Teatro Concordi per la locale sezione
femminile della Croce Rossa, quello estivo nell’Officina Bensi con
il gruppo fotoamatori e il Concerto di Natale presentato accompagnati
dall’Orchestra da camera "A.Vivaldi".
Attualmente
stiamo organizzando, per conto del Comune, i concerti del ciclo "Note
di Primavera" e abbiamo in programma per i prossimi mesi numerosi
interventi anche fuori San Vincenzo, infine nell’autunno contiamo di
fare un "raduno di corali".
Vorremmo
ringraziare il Comune e specificamente l’Assessore alla Cultura Fabio di Bonito
per il sostegno, anche finanziario, che ci è stato riservato. Un grazie
anche ai nostri soci e agli imprenditori di San Vincenzo che ci sono
stati sempre vicino.
Il Consiglio
direttivo |
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Acqua.
Una risorsa preziosa e scarsa
Come già annunciato dalla stampa anche il
Comune di San Vincenzo ha provveduto ad emanare un’ordinanza (n. 24/2002)
per la limitazione dei consumi dell’acqua, per fare fronte alla grave
crisi idrica che si sta registrando in Val di Cornia.
In particolare dalle
ore 7 alle 22 è vietato
l’uso di acqua potabile dell’acquedotto per tutti i tipi di irrigazione,
lavaggio di auto, barche e simili, così come è proibito il riempimento delle piscine. Questo provvedimento
si applica anche ai giardini pubblici, agli impianti sportivi anche se
gestiti da associazioni o privati. Sono fatti salvi gli impianti di autolavaggi
o quando per tutti gli usi vengano utilizzate acque non potabili. Limitazioni
anche per le attività agricole: è infatti vietata dalle ore 8 alle 20
l’irrigazione con sistemi "a pioggia" che utilizzano acque
provenienti da pozzi artesiani. Coloro che non rispetteranno queste disposizioni
andranno incontro a multe salate: da un minimo di 51 euro ad un massimo
di 516 euro, calibrate sulla base della gravità dell’infrazione. Per
quanto riguarda poi l’irrigazione con sistemi "a pioggia" fuori
dagli orari consentiti, oltre alla multa è prevista la revoca temporanea
della concessione all’emungimento.
Il Comune di San Vincenzo inoltre,
con questa ordinanza, impegna il CIGRI ad una serie di interventi di
risparmio e
manutenzione della rete idrica. In particolare dovrà attuare un piano
di ricerche delle perdite occulte, che porti alla riduzione di almeno
15 litri/secondo degli emungimenti dalla falda idrica profonda. Le azioni
del Cigri dovranno essere certificate al Comune entro il mese di agosto
2002 con una relazione giurata, nella quale devono essere attestate le
opere compiute ed i risparmi certificabili.
Il compito di far rispettare
questa ordinanza viene affidata all Polizia Municipale e agli Agenti
della Forza Pubblica.
Questo deciso intervento dell’Amministrazione Comunale nasce dalla consapevolezza
di una crisi idrica molto grave in tutta la Val di Cornia.
Il testo integrale
dell’ordinanza è consultabile
presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune, che ne rilascerà copia
a quanti ne faranno richiesta.
Perché questo provvedimento?
Innanzitutto perché l’uso potabile delle
acque è primario rispetto a tutti gli altri possibili usi, come riaffermato
dalla Legge Galli n. 36 del 5 gennaio 1994. E poi perché:
a) È in atto una crisi idrica molto grave
in tutta la Val di Cornia, determinata dallo squilibrio tra emungimenti
e ricarica della falda profonda, crisi aggravata dalla bassa piovosità del
2001.
b) L’incombente crisi porterà a disagi molto
seri e gravi per tutti gli usi dell’acqua, compresi quelli potabili e
civili, come descritto dal CIGRI in un suo studio specifico.
c) La crisi
idrica in atto causerà anche
l’accentuazione del fenomeno della subsidenza dei terreni nella parte
centrale della Val di Cornia, con pericoli di stabilità in molti edifici.
Cosa
fare?
1) Una riduzione degli sprechi idrici, praticata
immediatamente, può ridurre i disagi futuri e contribuire significativamente
alla attenuazione dei pericoli di ordine pubblico e sanitario che potrebbero
verificarsi.
2) E’ compito dell’Amministrazione Pubblica
mettere in atto tutti i provvedimenti tesi a ridurre l’impatto della
crisi prima che essa si manifesti in tutta la sua gravità.
3) Il CIGRI
spa ha presentato un piano di intervento approvato da tutte le Amministrazioni
del bacino idrografico,
con il quale si invita a ridurre i consumi idrici per evitare inquinamenti
delle falde profonde con conseguenti rischi per la salute pubblica.
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|
La
carta fedeltà della Farmacia comunale
A partire dal prossimo maggio i cittadini
che utilizzano la Farmacia Comunale riceveranno una "Fidelity card",
con la quale ottenere sconti e promozioni per prodotti diversi dai medicinali
e servizi: omeopatia, erboristeria e dermocosmesi, alimentazione ed igiene
del bambino, prodotti dietetici, autoanalisi del sangue e delle urine.
La "Carta", del formato di un bancomat,
verrà distribuita gratuitamente e sarà anonima. Dotata di una banda magnetica
sarà "caricata" periodicamente dalla Farmacia con una cifra,
per esempio 200 euro. Una volta che essa sarà spesa completamente (spese
che saranno registrate in Farmacia da un "lettore" elettronico)
al portatore della Carta spetterà una percentuale gratuita del 15 % (nel
caso in esempio, 30 euro) in prodotti e/o servizi, scelti tra quelli
oggetto della promozione.
Questa iniziativa è un servizio concreto
con cui la Farmacia Comunale vuole proseguire un rapporto positivo con
i cittadini che vi si rivolgono, aumentando la qualità delle sue prestazioni.,
qualità già riconosciuta in un sondaggio effettuato lo scorso luglio.
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| Gruppo
Consiliare Alternativa
È dal
1994 che il Parco di Rimigliano ha cominciato ad essere minacciato
dalla
speculazione.
Prima l’Amministrazione
Comunale ha fatto scadere il Piano Particolareggiato di tutela
senza più rinnovarlo, poi ha inventato una strana operazione con
una certa società Ecodomus, nata e morta nel giro di pochi giorni,
che avrebbe dovuto gestire il Parco e procurare finanziamenti europei,
non si sa come; in seguito furono stralciate dal perimetro del
Parco le famose Aree di Programma, ovvero 5 parti significative
di quel territorio, con una variante al Piano regolatore in pieno
agosto del ’97, poche settimane prima di cominciare a progettare
il nuovo Piano Strutturale, chissà perché. Nelle fasi di elaborazione
del Piano strutturale lo scontro sull’albergone da 50.000 metri
cubi (oggi, come in un gioco di prestigio, ne sono saltati fuori
altri 9.000) interessò vari soggetti.
A
sostegno dell’opposizione promossa ed organizzata da Alternativa per San
Vincenzo si schierarono tutte le associazioni ambientaliste nazionali
con i loro vertici, il Presidente della Parchi S.p.A architetto
Carmilla, l’architetto Massimo Zucconi, oggi felicemente Presidente
della stessa Società, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, intellettuali,
docenti universitari, studiosi di calibro, l’architetto prof. Italo
Insolera, esponenti di spicco dell’allora PDS e della CGIL, verdi,
socialisti e via discorrendo, oltre all’assessore all’ambiente
della Provincia Paola Reggiani. Fino allo scontro personale durissimo
tra il presidente della Provincia e il Sindaco.
Improvvisamente,
con un capovolgimento inaspettato quanto misterioso, i sindaci
della Val di Cornia firmarono un accordo tra loro, grazie al quale
il Comune di San Vincenzo avrebbe potuto procedere su Rimigliano
nel modo che oggi tutti vedono. Probabilmente l’impegno reciproco
dei Sindaci mirava a non intromettersi nelle scelte altrui, perché ciascuno
potesse fare ciò che voleva in casa propria, indisturbato, alla
faccia della tanto sbandierata sovracomunalità: così è stato. Altre
ragioni, se ci sono, noi non le vediamo.
Sul
piano normativo la legge regionale sull’urbanistica porta la responsabilità di
questo disastro avendo dimostrato, con i fatti, che il controllo
democratico sulle scelte amministrative è talmente inconsistente
da permettere a qualsiasi Sindaco, anche di un Comune piccolissimo,
di realizzare un progetto, sia pure il più sciagurato, senza trovare
ostacoli in organi istituzionali di garanzia a livello provinciale,
regionale né statale. Queste sono le forme di degenerazione raggiunte
dal cosiddetto decentramento amministrativo che trovano tanto favore
nei due principali schieramenti politici nazionali. Chi dice di
no, dica anche chi ha potuto bloccare la decisione dell’Amministrazione
sanvincenzina, che pure tutti a parole contestano.
Abbiamo
voluto ricordare i passaggi salienti della storia soprattutto per chi,
ora, grida allo scandalo ma, negli anni passati, si è ben guardato
dall’intervenire, per amore di partito o per calcolo opportunistico,
o addirittura ha aiutato Roventini e i suoi, dando loro copertura
politica e appoggio elettorale; verrebbe da chiedere a certi personaggi
dov’erano e cosa hanno fatto in tutto questo tempo e, soprattutto,
perché si svegliano sempre troppo tardi.
Quattro
precisazioni sono inoltre necessarie, per chiarire meglio i contorni
dell’operazione:
1) la Soprintendenza per i Beni ambientali architettonici artistici
e storici di Pisa, in data 5 ottobre 1998, ha definito incompatibili
con l’ambiente di Rimigliano "qualsiasi tipo di opere edificatrici
ed infrastrutturali". Questo divieto non va dimenticato, e
ci auguriamo che qualcuno lo faccia valere.
2)
Solo l’accordo
col privato garantirebbe l’apertura al pubblico di alcuni percorsi
all’interno della Tenuta: si tratta di una grande bufala. Infatti
dal 1998 esiste la legge regionale n.17 che rende possibile l’attraversamento
di Rimigliano con la semplice richiesta del Comune alla Regione
di inserire le strade interessate nella Rete Escursionistica Toscana.
Nella legge si fa esplicito riferimento alla viabilità ad uso privato
e si indicano gli strumenti e le procedure, semplicissime, atte
a rimuovere eventuali ostacoli alla percorribilità derivanti da
questa condizione. Far passare, dunque, l’operazione "albergone" come
uno scambio vantaggioso è una manovra inqualificabile, proprio
alla luce di una legge vigente che aprirebbe tutti i cancelli,
anche quelli della tenuta di Rimigliano. Basterebbe usare la legge
che c’è per assicurarsi il diritto di passeggiare liberamente,
anziché montare complicate e devastanti operazioni urbanistiche
di cui spetta ai cittadini la facile identificazione dei veri beneficiari.
3)
L’art.
4, comma 4, dello schema di convenzione tra il Comune e la Rimigliano
s.r.l. riserva a quest’ultima un diritto di passaggio sulle aree
della fascia a mare acquisite alla proprietà pubblica. Perché un
diritto di passaggio riservato a un privato su una proprietà pubblica
aperta al pubblico, in cui chiunque può passare? Si intende forse
un diritto esclusivo e riservato?
4)
Infine, a lungo l’Amministrazione ha detto che il piano in questione era
l’unico che potesse "salvare" l’unità della Tenuta, contro
possibili frazionamenti. Obiettivo fallito, perché all’art. 3,
comma 3, della convenzione si precisa che il mantenimento dell’unità fondiaria
non impedirà i frazionamenti, ma solo la possibilità di recintare
o porre ostacoli al suo interno.
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Gruppo
Consiliare I Democratici
Rimigliano, il
Consiglio Comunale ha approvato l’adozione del Piano Attuativo dell’Albergo
che prevede, oltre alla realizzazione di un hotel della superficie
di un ettaro e mezzo, un Centro Congressi di 3000 metri quadri,
come opera pubblica a scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria
dovuti per la costruzione dell’Albergo. Ho votato contro questa adozione,
perché il suo impatto ambientale è enorme e devastante per
il territorio e perché non ritengo giusto che i cittadini di San Vincenzo investano
i loro soldi (quelli delle opere di urbanizzazione e quelli che dovrebbero
derivare dall’Ici , oltre due miliardi di vecchie lire) in un’opera
pubblica che dovrà essere data in gestione per molti anni al gruppo
Tanzi.
Questo regalo
a Tanzi mentre a tutti i possessori di reddito l’aliquota Irpef, di
competenza comunale, è stata portata al massimo possibile, con un introito
inferiore a 600 milioni. Ritengo sia giusto tener presente che,
come dice Loriano Tosi segretario CGIL, le maxi-strutture "attuano politiche
ricettive che (racchiudono, al proprio interno, tutti i servizi di
cui il turista ha bisogno) tendono a scoraggiarlo dall’andare a spendere
all’esterno", per cui non esistono praticamente benefici al territorio,
ma solo oneri. Diverso sarebbe il discorso se si fosse autorizzato
una ricettività di tipo "agriturismo" o, per pari volumi,
si fossero permesse diverse piccole e medie strutture ricettive. Nell’ultimo
caso avremmo avuto tanti nuovi imprenditori, che sarebbero vissuti
con la famiglia a San Vincenzo che invece continua a spopolarsi. Per
ragioni di spazio, non Vi posso informare sulle risposte avute alle
interrogazioni sul porto, sui progetti edilizi e sull’Irpef , ma posso
solo accennare al fatto che ritengo sia sbagliato legare alla realizzazione
dell’albergo (che sarà decisa esclusivamente dal privato nei tempi
e modi che riterrà opportuno) il recupero, la fito-depurazione e l’utilizzo
in agricoltura dell’acqua del depuratore di Guardamare, opera che farebbe
togliere il divieto di balneazione alla foce del Fosso Botro ai Marmi.
Il
Comune ha la possibilità e i mezzi per farla in proprio, visto che, tra l’altro,
verrà realizzata in terreni esterni alla Tenuta di Rimigliano, per
cui è urgente porla in cantiere senza ulteriori indugi.
Franco Guidoni |
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Gruppo
Consiliare Indipendente
Uno dei provvedimenti
più importanti che
il Consiglio Comunale ha discusso negli ultimi tempi é stato quello
relativo al piano attuativo della testata delle attrezzature e dei
servizi di Rimigliano.Il sottoscritto ha votato favorevolmente alla
sua adozione perché ritengo che esso porti benefici in almeno tre direzioni.
Da un lato la costruzione della struttura ricettiva porterà indubbi
vantaggi per lo sviluppo turistico di San Vincenzo perché doterà il
nostro paese di una nuova e qualificata realtà turistico-ricettiva.
Una struttura di qualità non presente sul nostro territorio, che va
ad integrarsi con altre di diverso tipo, alcune delle quali esistenti
da tempo (residence, alberghi, multiproprietà, agriturismo), altre
in via di definizione proprio in questo periodo (campeggi di San Carlo
e del Masseto) in un sistema di offerta diversificata che sta alla
base dei futuri processi turistici. Dall'altro lato i residenti avranno
la possibilità di usufruire di nuovi spazi quali la pineta di Rimigliano
(125 ettari), il viale dei Cavalleggeri e 41 ettari di bosco lato mare,
tutte zone che attualmente non sono accessibili al pubblico. Oltre
a questo, nel complesso di tutto il progetto é prevista sia la realizzazione
di un impianto di fitodepurazione, che permetterà di risolvere l'annoso
problema degli scarichi a mare del fosso Botro ai Marmi che provocano
un divieto permanente di balneazione, sia la costruzione di un'area
palustre da attrezzare come rifugio faunistico o comunque la realizzazione
di un'area naturalistica. E' proprio questa triade di benefici (turismo-cittadinanza-ambiente)
che rende il progetto valido e condivisibile. Sono stato eletto consigliere
comunale per fare il bene del mio paese e credo onestamente di aver
fatto il bene di San Vincenzo votando favorevolmente a questo piano
e nei prossimi passaggi in Consiglio Comunale lo sosterrò con forza
e convinzione.
Fabio Camerini |
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Gruppo
Consiliare Forza Italia
Alcune
considerazioni sugli eventi dell’ultimo trimestre.
A fine dicembre è stato
approvato (col nostro voto contrario) il bilancio di previsione 2002
e abbiamo preso atto della scelta di aumentare l’imposizione fiscale
a livello locale e dell’impegno a proseguire una politica di investimenti
in opere di dubbio interesse per la comunità.
Opere veramente
importanti (accesso al nuovo porto, collegamento con la frazione di
San Carlo) non sono state neppure prese in considerazione per il triennio
2002-2004.
La nostra proposta
di programmare l’alienazione di strutture pubbliche non indispensabili,
invece di suscitare dibattito, è stata ignorata.
Da
gennaio si discute del Piano Attuativo della testata di Rimigliano.
Anche stavolta,
un fatto positivo come quello della creazione di un nuovo centro alberghiero
verrà inquinato da scelte errate. Il Comune infatti si appresta a rinunciare
agli introiti sicuri derivanti dalla realizzazione dell’opera per ottenere
la realizzazione di un Centro Congressi il cui utilizzo a fini pubblici
sarà trascurabile.
Sono iniziati
i lavori di sistemazione di via Matteotti. Ci auguriamo che gli esercenti
delle attività commerciali ubicate su tale via si chiedano se il nuovo
assetto sia rispettoso delle loro primarie esigenze e ne traggano le
debite conseguenze.
Noi, continuiamo
a chiederci se l’apposizione di barriere fisse in corrispondenza della
mezzeria di ordinarie vie di circolazione non rappresenti un fatto
negativo oltre che per i servizi alle attività commerciali, per il
transito di mezzi di soccorso, per l’eventualità di incidenti ai mezzi
di transito etc.
Dulcis in fundo,
restiamo in attesa di sapere se il progetto del nuovo porto sarà degno
di approvazione da parte della Regione. Se così non fosse la cittadinanza
sarebbe stata tradita nelle sue aspettative dopo aver pagato attività di
progettazione inutili perché inadeguate.
Paolo Foti
Leonardo Favilli
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Gruppo
Consiliare Insieme per San Vincenzo
Il
dibattito che si è aperto sul piano attuativo di Rimigliano è un aspetto che
non può e non deve essere trascurato
e credo che questo sia lo spazio più opportuno, sicuramente rispetto
ad altri, per soffermassi e riflettere in modo costruttivo, insieme
ai cittadini, sui contenuti e gli obiettivi che l’Amministrazione comunale
si è prefissato e vuole raggiungere in questa fase pianificatoria.
Credo
che un’Amministrazione
serie e responsabile debba operare tenendo presente un unico fine quello
cioè di operare affinché le proprie scelte siano dirette in modo univoco,
ma nel rispetto di uno sviluppo sostenibile, al raggiungimento di benefici
concreti per i cittadini, tutti , del proprio comune. "una città buona
da viverci" è quella dove si raggiunge, con un programmazione
ponderata un giusto equilibrio tra salvaguardia dell’ambiente ed uno
sviluppo turistico che possa innescare
una crescita economica indotta nella piena consapevolezza di come sia
preziosa la risposta ambientale per il nostro territorio. Ad un ambiente
lasciato a se stesso degradato e non fruibile, abbiamo preferito un
territorio in cui la maggior tutela possibile potesse coniugarsi con
una visione dello sviluppo che non può essere che turistico.
Lo
slogan "Rimigliano
a porte aperte ", come sintesi delle linee politiche di programmazione,
non è rimasto tale ma è stato concretizzato in idonei strumenti tecnici
operativi.Ai no ed alle
sterili polemiche delle opposizioni, credo che saranno i fatti a rispondere
ma forse è opportuno, anche per sgombrare il campo da informazioni
distorte e forse volutamente tali, fare alcune precisazioni.
Forse
pochi sanno che la pineta a mare del Parco di Rimigliano è per la maggior parte
di priorità privata quindi, con grande stupore cittadino, ma in piena
legittimità della priorità stessa , ogni accesso potrebbe essere chiuso.
Bene la convenzione che è stata adottata, e tanto criticata, renderà di
proprietà pubblica ciò che a tutt’oggi non è.
E
permettetemi… non
mi sembra cosa da poco!!!
Ma ancora,
si acquisirà ad uso pubblico i 150 ettari di bosco della tenuta, quella
fascia della parte a monte di cui molti non conoscono neppure l’esistenza.
Il
bellissimo viale alberato dei Cavalleggeri sarà pubblico e la tenuta accessibile,
rivitalizzata dalle colture e da una zona a verde come completamento
della ricostruzione ambientale di una zona rimasta isolata e degradata.
Poi un albergo,
un palacongressi.
Ma queste opere
non sono certamente a voi sconosciute, anzi.
Al
riguardo, riflettiamo insieme sulle concrete possibilità di lavoro che avranno
i nostri giovani ed all’ulteriore prospettiva turistica che si apre
per il nostro territorio.
Kety Pini |
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